DUE POLIZIOTTI FACEVANO PROSTITUIRE LE CONVIVENTI

VERONA  – Anziché redimerle, come avevano detto ai loro colleghi, due poliziotti facevano prostituire, dividendone i proventi, le proprie compagne extracomunitarie e per questo sono stati arrestati dalla squadra mobile di Verona. Il questore scaligero, Luigi Merolla, ha detto che dalla vicenda è emerso “un grande squallore per il disprezzo del valore morale ed etico, di uomini e di poliziottì” Un ispettore capo della Polaria, in servizio all’aeroporto Villafranca (Verona), e un assistente capo della Polstrada di Verona Sud, erano tenuti sotto controllo dagli stessi colleghi della mobile scaligera dallo scorsa estate. I due, dopo la separazione dalle mogli, erano andate a vivere con due immigrate, una uruguayana e una moldava, note come prostitute.

Dall’indagine interna della Questura, che nutriva sospetti, i due indagati s’erano difesi dicendo che avevano convinto le rispettive compagne a cambiare vita. Invece, secondo quanto accertato dalla mobile, le due donne erano in piena attività, ma sulla piazza di Milano, con il pieno consenso dei loro partner che avrebbero tratto guadagno anche loro dall’attività. Così dopo mesi di indagini, il pm scaligero Pietro Paolo Pascucci ha chiesto e ottenuto dal gip Marzio Bruno Guidorizzi, il provvedimento restrittivo per i due poliziotti accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio. Il questore Merolla ha inoltre sottolineato che per entrambi gli indagati, già sospesi dal servizio, scatterà l’azione di destituzione dal corpo, proposta già avanzata al capo della Polizia.

A far insospettire era il tenore di vita dell’ispettore capo Stefano Moretti, 44 anni, e dell’ assistente capo Nicola Canteri, 39 anni, entrambi di Verona, troppo alto per il loro stipendio. Quattro auto di grossa cilindrata solo per Canteri aveva dato da pensare. Così si è voluto scavare nella vita dei due indagati, che s’erano separati da un po’ di anni dalle precedenti mogli. Ora Moretti s’era sposato con una macedone (e non moldava come si era appreso in un primo momento), invece Canteri conviveva con un uruguayana che gli aveva dato un figlio che ora ha 2 anni. Entrambe le donne si prostituivano a Milano prima in un appartamento in Via Dolci e poi in un altro in via Spagnoletto. Contattavano il cliente in strada e poi, per 100 euro, si appartavano con lui in casa. I due poliziotti gestivano l’attività, pagavano l’affitto e il condominio, controllavano gli incassi, “anche intervenendo – scrive l’ autorità giudiziaria – per evitare che le due donne dedicassero il tempo a spendere i soldi in attività futili”.

ANSA, 12 NOVEMBRE 2007

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