Harry, toilette pubblica, ma reale

2 giugno 2009

Poi il Principe fa scoppiare palloncini

Anche i principi hanno bisogna della toilette e quando non è possibile utilizzare un bagno reale si “accontentano” di una toilette portatile, sempre reale s’intende. E’ successo al Principe Harry, che, durante il Veuve Clicquot Manhattan Polo Classic, torneo di polo per beneficenza, si è assentato qualche istante per fare pipì nel “Royal Flush”.

Il secondogenito di Lady Diana Spencer e dell’erede al trono d’Inghilterra, principe Carlo, è alla sua prima visita ufficiale a New York, e negli States.
Qui si è dedicato ad una serie di attività benefiche. Tra cui anche il match di polo organizzato proprio da Harry a scopo di beneficenza. Gli introiti sono destinati alla Sentebale, una organizzazione benefica fondata dal secondogenito del principe Carlo e dal principe Seeiso del Lesotho per aiutare i bambini poveri e quelli rimasti orfani a causa dell’Aids del Paese africano. La partita è stata disputata a Governor’s Island e il principino ha giocato contro il modello argentino e campione di polo, Nacho Figueras. E ha vinto.

Ma non è tutto. L’anima popolare e altruista del Principe Harry nella Grande Mela si è rivelata anche durante una visita all’Harlem Children Zone dove ha preso parte ad una gara di scoppio di palloncini. Divertendosi un sacco.
Il rampollo 24enne ha chiacchierato con una classe di circa 14 alunni chiedendo loro “chi è il migliore” e ironizzando: “Io ero sempre il peggiore”. Si è poi fermato nella caffetteria e in palestra, dove, in giacca e cravatta, ha affrontato una gara a ostacoli con il principe Seeiso del Lesotho, co-fondatore un’organizzazione caritatevole per i bambini bisognosi.

Tratto da http://www.tgcom.mediaset.it del 01/06/09

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Gb, riuniti grazie a Facebook

2 giugno 2009

Madre e figlio lontani da 27 anni

Miracoli del Web, miracoli di Facebook. Grazie al social network, infatti, un’inglese ha ritrovato il figlio dopo ventisette anni. Avril Grube è riuscita a rintracciare il ragazzo, Gavin Paros, con l’aiuto della sorella, Beryl. Gavin era stato rapito dal padre e portato in Ungheria, dove poi è cresciuto senza mai vedere la madre. Tutto è iniziato con una semplice ricerca su Google, poi sono bastati pochi click per riabbracciare virtualmente il giovane.

Solitamente Facebook serve a rintracciare gli amici del liceo, ma questa volta le sue potenzialità sono andate ben oltre, ricongiungendo madre e figlio. E’ stato un tentativo estremo, dopo che per anni la famiglia materna di Paros aveva tentato ogni strada per ritrovare il giovane. Per riabbracciare Gavin, Avril prima contattato il ragazzo sul social network, si è fatta riconoscere e poi gli ha dato appuntamento in Inghilterra.

Dopo poco tempo da Budapest Gavin è volato in Gran Bretagna per riabbracciare la madre, che vive a Poole in Dorset. E’ stato un incontro molto emozionante, anche se le difficoltà linguistiche (Gavin non parla inglese quindi madre e figlio hanno comunicato tramite un programma di traduzione) non hanno permesso ai due di parlarsi facilmente. “Significa tanto per me – ha detto la signora Grube al Times – sono felicissima anche di aver saputo di avere tre nipoti: non so niente di loro ma non vedo l’ora di conoscerli”.

Tratto da http://www.tgcom.mediaset.it del 29/05/09


Titanic, morta l’ultima superstite

2 giugno 2009

Titanic, morta l’ultima superstite

Londra, Millvina Dean aveva 97 anni

E’ morta in Gran Bretagna all’età di 97 anni Millvina Dean, l’ultima superstite del naufragio del Titanic. Lo ha riferito la BBC citando alcuni amici. L’anziana viveva in una casa di riposo a Southampton, nel Sud dell’Inghilterra meridionale, città portuale da cui era partito il transatlantico. All’epoca della tragedia la signora Dean aveva solo due mesi. Negli ultimi tempi aveva venduto alcuni cimeli del Titanic per pagarsi la retta.

Leonardo di Caprio, Kate Winstel e James Cameron, protagonisti e regista del film sul naufragio, alcune settimane fa avevano lanciato un appello in suo favore, contribuendo anche a un fondo da 30 mila dollari.

Millvina Dean è morta nella città portuale dalla quale era partito il viaggio del transatlantico affondato nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 dopo avere urtato contro un iceberg.

La signora Dean aveva solo nove settimane quando si era imbarcata a bordo del transatlantico con i genitori. Il padre Bertram fu una delle 1.517 vittime della tragedia, la neonata fu messa in una sacca di tela e tratta in salvo assieme alla mamma e alla sorella che tornarono a Southampotn dove Millvina ha trascorso quasi tutta la sua vita.

Recentemente era tornata agli onori delle cronache perché rischiava di essere allontanata dall’ospizio non essendo piu’ in grado di far fronte alla retta mensile di 3.000 sterline. Come ultima risorsa vendette all’asta alcuni degli ultimi ricordi del suo breve viaggio sul Titanic, tra cui il sacco in cui fu avvolta che è stato ceduto ad aprile a 1.500 sterline.

Nonostante non avesse ricordi del disastro, Millvina ha sempre detto il naufragio ha cambiato la sua vita perché sarebbe cresciuta negli Stati Uniti invece di far ritorno in Inghilterra a Southampton. Un’altra bambina a bordo, Barbara Joyce West, che aveva 11 mesi, sopravvisse al naufragio. La signora è morta nell’ottobre 2007 lasciando Millvina come ultima superstite del Titanic.

Tratto da http://www.tgcom.mediaset.it del 31/05/09