ALL’ASTA IL DIARIO DEL BOIA HENRY PIERREPOINT

5 novembre 2008

LONDRA – Henry Pierrepoint, membro della più celebre dinastia di boia dell’Inghilterra, smise di lavorare perché era alcolizzato: è quanto emerge dai suoi agghiaccianti appunti di lavoro, contenuti in un libretto che andrà all’asta la prossima settimana. In esso, il padre di Albert Pierrepoint – il boia più prolifico della storia britannica, che tra il 1932 ed il 1956 impiccò più di 600 persone – elenca nei minimi dettagli le caratteristiche dei 105 prigionieri da lui giustiziati nella sua carriera di soli 9 anni.

Altezza, peso e struttura del collo, che in alcuni casi risultava “molto robusto” e in altri “piuttosto fragile”: Pierrepoint – il cui fratello Thomas aveva scelto anche lui il macabro mestiere di boia – misurava accuratamente le sue vittime prima di ucciderle, in modo da valutare bene la lunghezza della corda che avrebbe utilizzato. Ma mentre la calligrafia delle prime pagine risulta ordinata e curata, nelle ultime la grafia si fa via via più incerta e le sbavature più frequenti.

“Dall’inizio del 1909 la calligrafia si fa via via più tremante e entro la fine del 1909 ed il 1910 lo è ancora di più e le sbavature si moltiplicano. Non era una cosa piacevole quella che si trovava a fare ed è chiaro che beveva per farsi coraggio”, ha detto Simon Nuttall della casa d’aste Frank Marshall dove verrà venduto il diario.

A rivelare che fu proprio l’alcolismo a porre fine alla sua carriera, sono anche i dati ufficiali a suo riguardo: nel luglio del 1910, quando aveva solo 32 anni, si presentò alla prigione di Chelmsford “considerevolmente ubriaco” e fu allora che il suo nome fu eliminato per sempre dalla lista ufficiale dei boia al servizio di Sua Maestà.

Tratto da: Ansa.it del 04/11/08

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NEL 2008 ACQUISTI SU INTERNET OLTRE 6 MILIARDI

5 novembre 2008

MILANO – La crisi non ferma, anzi spinge, la crescita del commercio elettronico e nel 2008 in Italia gli acquisti su Internet supereranno i 6 miliardi di euro con un aumento del 20% rispetto al 2007 e una quota dell’1% sul totale delle vendite retail. E’ quanto rileva la ricerca presentata dall’osservatorio Netcomm-School of management del Politecnico di Milano. A utilizzare il commercio elettronico sono circa 6 milioni di italiani ma sono 18 milioni, secondo la ricerca, quelli che utilizzano la rete per ricercare informazioni su prodotti e servizi e che potrebbero diventare nel futuro acquirenti. La recessione, spiega lo studio, porta inoltre le imprese e i consumatori ad apprezzare la possibilità di confrontare i prezzi e le caratteristiche dei prodotti prima di effettuare gli acquisti o gli spostamenti. Il turismo (acquisto biglietti, pacchetti vacanze etc..) è sempre la componente maggiore del commercio elettronico con 750 milioni di euro di ricavi (+28%) e una quota del 10% sul totale delle vendite complessive di prodotti turistici venduti. Bene anche la moda (+43% a 250 milioni di euro), editoria, musica e audiovisivi (+20%). 

Tratto da: Ansa.it del 04/11/08


SESSO: TV ESPLICITA, RADDOPPIANO BABY-GRAVIDANZE

5 novembre 2008

MILANO – Televisione cattiva maestra, anche in materia di educazione sessuale: gli adolescenti appassionati di programmi tv particolarmente espliciti in fatto di sesso (come certi telefilm o reality show) vedono raddoppiare il rischio di gravidanze e paternità indesiderate. Lo rivela uno studio statunitense pubblicato dalla rivista Pediatrics.

I ricercatori hanno condotto lo studio su un campione di 2.000 adolescenti tra i 12 e i 17 anni, intervistandoli in tre diversi momenti tra il 2001 e il 2004 per conoscere i loro comportamenti sessuali e la loro ‘dieta televisiva’ quotidiana. E’ così emerso che gli adolescenti appassionati di programmi tv troppo espliciti hanno il doppio di possibilità di affrontare una gravidanza indesiderata nel giro di tre anni rispetto agli altri coetanei.

 “Gli adolescenti ricevono molte informazioni sul sesso attraverso la tv – spiega la ricercatrice Anita Chandra dell’istituto scientifico non profit Rand Corporation – e certi programmi non mettono in luce i rischi e le responsabilità legati al sesso. La quantità di contenuti sessuali in tv è raddoppiata negli ultimi anni – conclude – ma il sesso sicuro viene rappresentato ancora troppo poco”.

Tratto da: Ansa.it del 04/11/08


Fa mangiare escrementi per vendetta

19 giugno 2008

Genova, moglie tradita “punisce” rivale

La gelosia acceca, si sa. Ma quanto è successo a Genova ha dell’incredibile. Per vendicarsi di un tradimento, dopo aver litigato con l’amante del marito, una facoltosa signora del Levante ha costretto la rivale in amore a inginocchiarsi davanti a lei e a mangiare degli escrementi. Il tutto è avvenuto vicino al Porto antico, davanti agli occhi increduli dei passanti e della polizia. Per la donna si profilano i reati di violenza privata e lesioni.

A lanciare l’allarme e ad avvertire le forze dell’ordine sono stati alcuni testimoni, attirati dalle urla delle due donne che si accapigliavano. Alla lite e alla singolare spedizione punitiva ha assistito anche il marito fedifrago, costretto dalla moglie astiosa a vedere con i propri occhi lo scempio ai danni della sua nuova fiamma. In ginocchio davanti alla moglie tradita, l’amante prima è stata insultata e poi costretta con la forza a mangiare alcuni escrementi che la facoltosa signora si era portata da casa in un barattolo.

Adulti e vaccinati, stando a “Il Secolo XIX”, i protagonisti della vicenda hanno tutti una quarantina d’anni cui la situazione è evidentemente scappata di mano. Al momento non è chiara la dinamica della tresca, ma pare che la moglie tradita sia stata insospettita dai comportamenti del marito e, dopo aver individuato l’amante, abbia deciso di passare alle maniere forti. Secondo le forze dell’ordine, la donna avrebbe “fatto la posta” alla rivale in amore, sorprendendola in un luogo preciso e con un gesto inimmaginabile.

Difficile, per ora, prevedere la piega giudiziaria della vicenda. Tutto dipenderà dalla volontà dell’amante di sporgere denuncia, ma nel frattempo l’insolito epilogo del traingolo amoroso ha già fatto il giro della Liguria e non solo. Amanti avvisate, i casi di emulazione sono sempre in agguato.

Tratto da TGCOM del 19/06/08


Usa Google per uccidere la moglie

19 giugno 2008

Aveva cercato modo sul motore ricerca

Un cittadino francese residente negli Usa e accusato dell’omicidio della moglie e della figlia ha usato Google per cercare il modo migliore per togliere la vita alle due parenti. Durante le indagini sul duplice omicidio si è infatti scoperto che l’uomo, soltanto sei giorni prima del ritrovamento dei cadaveri, aveva cercato sul popolare motore di ricerca “come uccidere con un coltello”. Lo ha detto un perito informatico durante il processo all’uomo.

Neil Entwistles, 29 anni, è accusato dell’omicidio a colpi di pistola della moglie 27enne Rachel e della loro bambina di 9 mesi, avvenuto nella loro abitazione in Massachussets, due anni fa. L’esperto di computer ascoltato durante il processo ha spiegato di essere riuscito a scoprire, analizzando il computer di casa dell’uomo, che l’accusato aveva effettuato una ricerca attraverso Google il 16 gennaio del 2006, solo sei giorni prima rispetto al ritrovamento dei cadaveri delle due vittime. Le tracce informatiche lasciate dall’uomo dimostrerebbero anche che egli tradiva normalmente la moglie frequentando “escort” in maniera assidua.

Sul computer di Neil sono infatti state rintracciate anche alcune sue foto nude che sarebbero anche apparse in alcune inserzioni “online” nelle quali l’uomo cercava compagnia femminile. Tutte queste prove hanno praticamente inchiodato l’imputato e ora verranno valutate dalla corte che sta presiedendo il processo ma è molto probabile che “l’attività informatica” dell’uomo servirà a dimostrare la sua colpevolezza.

Tratto da TGCOM del 19/06/08


Patto tra liceali:”Incinte insieme”

19 giugno 2008

Usa, 17 future mamme a Gloucester

Il patto tra 17 liceali della Gloucester High School, negli Usa, era di quelli solenni: rimanere incinte tutte insieme. Così, prima di compiere i 16 anni, stanno affrontando la loro gravidanza non senza destare sospetti in un paese del New England, irlandese e cattolico. Tra i padri anche un senzatetto di 24 anni. Il preside della scuola: “Atteggiamento insolito, erano determinate nel portare a termine il progetto”.

La disinformazione in materia di educazione sessuale non c’entra e non si tratta di emulazione: le ragazze erano convinte nel loro sogno di maternità comune. “Un figlio tutte quante per allevarli tutti insieme”, questo il patto d’acciaio tra le sedicenni. Una scelta per approfittare del nido gratis messo a disposizione dalla scuola per le neomamme.

A Gloucester, un piccolo villaggio di pescatori del Massachusetts (conosciuto per il film “La Tempesta perfetta” con George Clooney e Mark Wahlberg), le nascite sono in calo da quindici anni di fila, da quando l’industria della pesca è andata in crisi. La spiegazione del caso delle liceali sarebbe da ricercare nel disagio di vivere in una cittadina così dura e precaria. “Un atteggiamento davvero insolito”, ha commentato Joseph Sullivan, il preside dell’istituto scolastico che conta ben 1200 studenti.

Di aborto non se ne parla: le future mamme non ne vogliono sapere di interrompere la loro gravidanza. Talmente determinate ad arrivare in fondo tutte insieme che uno dei padri scelti per la nidiata è un senzatetto di 24 anni.

Tratto da TGCOM del 19/06/08


Scuola, lo scandalo delle liste

13 maggio 2008

A Napoli tra insegnanti e bidelli oltre quattrocento abusivi in graduatoria

NAPOLI
Dopo quelle di Torino, anche a Napoli si scoprono graduatorie scolastiche truccate e manomesse per vie informatiche e – di conseguenza – supplenze, nomine e immissioni in ruolo del tutto arbitrarie. Qualcuno, dotato della password necessaria, è entrato nel sistema del Provveditorato e ha modificato il file relativo. Trecento, forse quattrocento tra insegnanti e bidelli, potrebbero non essere in regola. La traccia del fenomeno è in una lettera-denuncia del segretario regionale della Cisl scuola, Vincenzo Brancaccio, al suo leader nazionale Francesco Scrima, che noi possiamo anticipare. «Caro segretario – dice la missiva – sono costretto a chiederti un intervento urgente presso la Signora Ministro della Pubblica Istruzione per ripristinare legalità e certezza del diritto nella scuola campana. Sarai stato certamente informato sulle graduatorie falsate dei collaboratori scolastici (bidelli – ndr) dell’ufficio scolastico di Torino, secondo gli articoli apparsi su “La Stampa” – ricorda Brancaccio – Bene: in Campania la situazione è drasticamente più grave».

Liste manomesse
Nella provincia di Napoli, per esempio – secondo l’ipotesi su cui sta lavorando la magistratura allertata dall’Ufficio scolastico regionale – le graduatorie truccate sarebbero tre. O, almeno, tre sarebbero quelle su cui sono state rilevate delle manomissioni ma, forse, il fenomeno potrebbe essere ben più esteso e riguardare anche altre province. Occorre ricordare che, per sanare una volta per tutte il fenomeno del precariato e iniziare un nuovo sistema di reclutamento del personale, le graduatorie della scuola sono «ad esaurimento», e quindi bloccate da sette anni. Eventuali novità nei nomi o modifiche dei dati, quindi, sono facilmente rilevabili, anche se comportano l’oneroso lavoro di monitorare circa 90 mila nomi. Tuttavia le magagne sono venute a galla.

La prima, nella provincia di Napoli, ha riguardato i docenti inseriti negli elenchi delle «abilitazioni speciali». Spieghiamo: l’abilitazione all’insegnamento, oggi, si può ottenere in due modi: o frequentando le Siss (le scuole biennali di specializzazione) oppure dimostrando di aver insegnato per almeno 360 giorni nella scuola statale. Questo secondo canale consente l’immissione nella graduatoria definita, per l’appunto, delle «abilitazioni speciali».

I professori
Alcune denunce hanno consentito di rilevare che, all’interno di questa graduatoria, che costituisce un trampolino di lancio nell’insegnamento di ruolo, sono stati inseriti dei nomi di persone che non ne avrebbero avuto titolo e che avrebbero fornito «false certificazioni». Si parla di «decine» di nomi, ma il materiale ancora da esaminare è sterminato. Per intanto la Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti.

Secondo filone. Nelle graduatorie della scuola d’infanzia ed elementare è stato appurato che «almeno» 42 docenti avrebbero visto il proprio punteggio lievitare repentinamente, da un minimo di otto a un massimo di 64 punti, come dire che a qualche docente sono stati attribuiti cinque anni di lavoro in più. L’esame della graduatoria non è ancora concluso e altri nomi potrebbero emergere.

La madre di tutte le truffe
E poi c’è la madre di tutte le truffe: la «bidellopoli» che, dopo quella torinese, ora è in salsa napoletana. Centinaia (il numero è in continuo aumento e non ancora definitivo) sarebbero gli aspiranti bidelli catapultati in graduatoria «non avendone neppure i titoli», cioè mancando perfino della licenza media. Anche qui ci sarebbero false certificazioni prodotte da diplomifici privati o da sedicenti scuole paritarie. L’ipotesi su cui stanno lavorando la magistratura e la direzione scolastica regionale, è analoga a quella prefigurata per il caso di Torino, e cioè di una password trafugata (se non illecitamente fornita) attraverso la quale «qualcuno», verosimilmente interno all’amministrazione, si è inserito nel mare magnum delle graduatorie e ha fatto il bello e cattivo tempo, magari a fronte di mazzette.

Gli usurpatori
«Nella scuola campana – lamenta Brancaccio – non c’è più certezza del diritto e del rispetto della norma. Il personale precario, già così provato e forse impossibilitato a lavorare e a sopravvivere nel futuro immediato, non sa oggi se chi ha lavorato, lavora o lavorerà, è un avente titolo o un usurpatore di diritti altrui. I precari della Campania non sanno oggi se chi è stato immesso in ruolo dal 2000 in poi aveva un’abilitazione all’insegnamento o i requisiti previsti per il personale Ata (i bidelli e gli amministrativi – ndr) legittimamente posseduti».

Da qui l’appello con cui la lettera si conclude: «Ritengo necessario un forte ed immediato impegno del segretario generale della Cisl scuola, perché la ministra della Pubblica Istruzione adotti misure immediate ed efficaci per ripristinare in Campania legalità, giustizia, certezza del diritto, e ridare così fiducia e serenità a tutto il personale interessato».

Tratto da : http://www.lastampa.it del 12/05/08

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