LONDRA – Henry Pierrepoint, membro della più celebre dinastia di boia dell’Inghilterra, smise di lavorare perché era alcolizzato: è quanto emerge dai suoi agghiaccianti appunti di lavoro, contenuti in un libretto che andrà all’asta la prossima settimana. In esso, il padre di Albert Pierrepoint – il boia più prolifico della storia britannica, che tra il 1932 ed il 1956 impiccò più di 600 persone – elenca nei minimi dettagli le caratteristiche dei 105 prigionieri da lui giustiziati nella sua carriera di soli 9 anni.
Altezza, peso e struttura del collo, che in alcuni casi risultava “molto robusto” e in altri “piuttosto fragile”: Pierrepoint – il cui fratello Thomas aveva scelto anche lui il macabro mestiere di boia – misurava accuratamente le sue vittime prima di ucciderle, in modo da valutare bene la lunghezza della corda che avrebbe utilizzato. Ma mentre la calligrafia delle prime pagine risulta ordinata e curata, nelle ultime la grafia si fa via via più incerta e le sbavature più frequenti.
“Dall’inizio del 1909 la calligrafia si fa via via più tremante e entro la fine del 1909 ed il 1910 lo è ancora di più e le sbavature si moltiplicano. Non era una cosa piacevole quella che si trovava a fare ed è chiaro che beveva per farsi coraggio”, ha detto Simon Nuttall della casa d’aste Frank Marshall dove verrà venduto il diario.
A rivelare che fu proprio l’alcolismo a porre fine alla sua carriera, sono anche i dati ufficiali a suo riguardo: nel luglio del 1910, quando aveva solo 32 anni, si presentò alla prigione di Chelmsford “considerevolmente ubriaco” e fu allora che il suo nome fu eliminato per sempre dalla lista ufficiale dei boia al servizio di Sua Maestà.
Tratto da: Ansa.it del 04/11/08
















