Scuola, lo scandalo delle liste

13 Maggio 2008

A Napoli tra insegnanti e bidelli oltre quattrocento abusivi in graduatoria

NAPOLI
Dopo quelle di Torino, anche a Napoli si scoprono graduatorie scolastiche truccate e manomesse per vie informatiche e – di conseguenza – supplenze, nomine e immissioni in ruolo del tutto arbitrarie. Qualcuno, dotato della password necessaria, è entrato nel sistema del Provveditorato e ha modificato il file relativo. Trecento, forse quattrocento tra insegnanti e bidelli, potrebbero non essere in regola. La traccia del fenomeno è in una lettera-denuncia del segretario regionale della Cisl scuola, Vincenzo Brancaccio, al suo leader nazionale Francesco Scrima, che noi possiamo anticipare. «Caro segretario – dice la missiva – sono costretto a chiederti un intervento urgente presso la Signora Ministro della Pubblica Istruzione per ripristinare legalità e certezza del diritto nella scuola campana. Sarai stato certamente informato sulle graduatorie falsate dei collaboratori scolastici (bidelli – ndr) dell’ufficio scolastico di Torino, secondo gli articoli apparsi su “La Stampa” – ricorda Brancaccio – Bene: in Campania la situazione è drasticamente più grave».

Liste manomesse
Nella provincia di Napoli, per esempio – secondo l’ipotesi su cui sta lavorando la magistratura allertata dall’Ufficio scolastico regionale – le graduatorie truccate sarebbero tre. O, almeno, tre sarebbero quelle su cui sono state rilevate delle manomissioni ma, forse, il fenomeno potrebbe essere ben più esteso e riguardare anche altre province. Occorre ricordare che, per sanare una volta per tutte il fenomeno del precariato e iniziare un nuovo sistema di reclutamento del personale, le graduatorie della scuola sono «ad esaurimento», e quindi bloccate da sette anni. Eventuali novità nei nomi o modifiche dei dati, quindi, sono facilmente rilevabili, anche se comportano l’oneroso lavoro di monitorare circa 90 mila nomi. Tuttavia le magagne sono venute a galla.

La prima, nella provincia di Napoli, ha riguardato i docenti inseriti negli elenchi delle «abilitazioni speciali». Spieghiamo: l’abilitazione all’insegnamento, oggi, si può ottenere in due modi: o frequentando le Siss (le scuole biennali di specializzazione) oppure dimostrando di aver insegnato per almeno 360 giorni nella scuola statale. Questo secondo canale consente l’immissione nella graduatoria definita, per l’appunto, delle «abilitazioni speciali».

I professori
Alcune denunce hanno consentito di rilevare che, all’interno di questa graduatoria, che costituisce un trampolino di lancio nell’insegnamento di ruolo, sono stati inseriti dei nomi di persone che non ne avrebbero avuto titolo e che avrebbero fornito «false certificazioni». Si parla di «decine» di nomi, ma il materiale ancora da esaminare è sterminato. Per intanto la Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti.

Secondo filone. Nelle graduatorie della scuola d’infanzia ed elementare è stato appurato che «almeno» 42 docenti avrebbero visto il proprio punteggio lievitare repentinamente, da un minimo di otto a un massimo di 64 punti, come dire che a qualche docente sono stati attribuiti cinque anni di lavoro in più. L’esame della graduatoria non è ancora concluso e altri nomi potrebbero emergere.

La madre di tutte le truffe
E poi c’è la madre di tutte le truffe: la «bidellopoli» che, dopo quella torinese, ora è in salsa napoletana. Centinaia (il numero è in continuo aumento e non ancora definitivo) sarebbero gli aspiranti bidelli catapultati in graduatoria «non avendone neppure i titoli», cioè mancando perfino della licenza media. Anche qui ci sarebbero false certificazioni prodotte da diplomifici privati o da sedicenti scuole paritarie. L’ipotesi su cui stanno lavorando la magistratura e la direzione scolastica regionale, è analoga a quella prefigurata per il caso di Torino, e cioè di una password trafugata (se non illecitamente fornita) attraverso la quale «qualcuno», verosimilmente interno all’amministrazione, si è inserito nel mare magnum delle graduatorie e ha fatto il bello e cattivo tempo, magari a fronte di mazzette.

Gli usurpatori
«Nella scuola campana – lamenta Brancaccio – non c’è più certezza del diritto e del rispetto della norma. Il personale precario, già così provato e forse impossibilitato a lavorare e a sopravvivere nel futuro immediato, non sa oggi se chi ha lavorato, lavora o lavorerà, è un avente titolo o un usurpatore di diritti altrui. I precari della Campania non sanno oggi se chi è stato immesso in ruolo dal 2000 in poi aveva un’abilitazione all’insegnamento o i requisiti previsti per il personale Ata (i bidelli e gli amministrativi – ndr) legittimamente posseduti».

Da qui l’appello con cui la lettera si conclude: «Ritengo necessario un forte ed immediato impegno del segretario generale della Cisl scuola, perché la ministra della Pubblica Istruzione adotti misure immediate ed efficaci per ripristinare in Campania legalità, giustizia, certezza del diritto, e ridare così fiducia e serenità a tutto il personale interessato».

Tratto da : http://www.lastampa.it del 12/05/08

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Video India, bimbi in volo da torre

2 Maggio 2008

Rito estremo d’iniziazione alla vita

Un rito d’iniziazione alla vita, ma anche una sorta di augurio. Forse un po’ troppo estremo, almeno per noi occidentali. In un villaggio dell’India si è soliti gettare da una torre i neonati, i cui corpi vengono acchiappati dalla folla, dopo che l’atterraggio dal volo (oltre 15 metri), è stato attutito da un telo simile a quello dei pompieri. I piccoli spesso non capiscono neppure cosa stia loro capitando. Noi sì.

TGCOM 02/05/08

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Assegno da 360 mld falso:arrestato

2 Maggio 2008

Usa, il truffatore: “E’ di mia suocera”

Non passerà alla storia come truffa riuscita ma sicuramente, se ci fosse, sarebbe il vincitore del premio faccia di bronzo: Charles Ray Fuller è stato arrestato dopo aver tentato di riscuotere un falso assegno da 360 miliardi di dollari. Il 21enne truffatore si è presentato ad una filiale bancaria di Forth Worth, in Texas, con l’assegno che riportava la cifra: 360.000.000.000 di dollari. Il cassiere, insospettito, ha sventato la manovra.

Non c’è voluto in realtà molto per capire che si trattava di una truffa. Una telefonata del cassiere al proprietario del conto e subito è scattata la denuncia. L’assegno riportava la firma della madre dell’ex fidanzata di Fuller. La donna ha subito detto che il ragazzo non aveva alcuna autorizzazione al prelievo di denaro.

Alla polizia il 21enne ha detto invece di aver ricevuto quell’assegno per aprire una nuova attività. Resta da capire quale fosse, visto che con quella cifra avrebbe potuto comprarsi un intero Stato. Un’arma e della marijuana sono stati trovati addosso al truffatore al momento dell’arresto. Il ragazzo è stato scarcerato dopo poche ore con il deposito di una cauzione: 3.750 dollari. In contanti e niente assegni.

TGCOM, 02/05/0888

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