6 Gennaio 2008
Genova, e dire che ha atteso 30 anni
“Finalmente sono riuscita a onorare la memoria di mio marito”, così parla da Bassano del Grappa Bruna Scantamburlo, vedova del brigadiere Ruggero Volpi, ucciso a Genova il 12 ottobre 1977 mentre prestava servizio come caposcorta durante il trasferimento del bandito Cesare Chiti. Alcuni camorristi per liberare il detenuto attaccarono l’automezzo e aprirono il fuoco ferendo a morte il brigadiere che morì dopo 15 giorni di agonia. Dopo trent’anni, sul luogo del massacro è stata messa una lapide ma le spese della targa le ha dovute pagare la vedova, come ha rivelato un servizio di Studio Aperto.
Signora Volpi, come mai c’è voluto tutto questo tempo per mettere una targa nel punto dove fu ucciso suo marito?
“Trent’anni non sono un giorno e, secondo me, questa dimenticanza da parte delle autorità è stata voluta. Io e la mia famiglia abbiamo fatto di tutto per ricordare la memoria di Ruggero. Abbiamo scritto al sindaco di Genova, al comandante dei carabinieri della regione Liguria e anche al Presidente della Repubblica ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Solo carte da compilare e un iter burocratico da seguire che non ha mai portato a nulla. Eppure mio marito ha dato la sua vita per l’Arma”
Secondo lei c’è stata una mancanza di sensibilità da parte dell’amministrazione comunale genovese e anche da parte dell’Arma dei carabinieri?
“Non voglio essere polemica ma io e i miei familiari ci siamo sentiti umiliati per tutti questi anni. Non abbiamo mai voluto né pietismo, né compassione e neppure soldi. Solo rispetto, perché ogni vita umana è unica e irripetibile. Noi avevamo solo chiesto di mettere una lapide nel punto in cui è stato ucciso Ruggero, niente di più. Questa targa gli è dovuta e ora io sono contenta di essere riuscita nella mia “avventura”. Certo, è una soddisfazione amara perché ho dovuto aspettare trent’anni anni e per tutto questo tempo è come se avessero tolto la dignità a mio marito e al nostro dolore.”
Chi non vi ha rispettati?
“In primo luogo del sindaco di Genova e poi i carabinieri. Di loro, mai nessuno si è reso disponibile con noi e ora mi chiedono di poter pagare la lapide. Questa cosa mi umilia ancora di più perché io non voglio soldi. Vorrei solo che chi ha agito con distacco, freddezza e menefreghismo ora si assuma le proprie responsabilità. La mia amarezza non è dovuta al fatto di aver pagato io la targa per mio marito, ma alla mancanza di sensibilità ricevuta. Perché questa è la verità e nessuno potrà mai cambiarla”
TGCOM, 04/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Dormiva nel letto con zii e cugini
Un bimbo cinese di un mese e mezzo è morto, sembra per soffocamento, in un’abitazione di Sesto Fiorentino, a Firenze. Il piccolo, Luciano, nato insieme al fratellino gemello lo scorso mese di novembre a Padova, secondo una prima ricostruzione dormiva nello stesso letto con il fratellino, gli zii e due cuginetti di 4 e 5 anni. L’allarme è stato dato proprio dagli zii. In casa non c’erano i genitori dei due gemelli.
Gli zii che hanno atteso l’ambulanza in strada con il bimbo in braccio e intanto hanno chiesto aiuto ai vicini di casa, sempre orientali, ma che non hanno vincoli di parentela con loro. Quando è arrivato, il medico del 118 ha tentato le manovre di rianimazione ma sembra che Luciano avesse cessato di respirare ormai da oltre mezz’ora. La tragedia è avvenuta in un’abitazione di tre stanze di via il Prato, una zona periferica di Sesto Fiorentino, dove vivono due famiglie.
Sul posto sono arrivati i carabinieri e il magistrato di turno. Il piccolo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe morto per soffocamento dovuto, probabilmente, o alle coperte o schiacciato involontariamente nel sonno da qualcuno dei familiari che dormivano con lui in un letto matrimoniale. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo. Per ora nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati.
I genitori, una coppia di immigrati regolari, 30 anni il padre e 24 anni la madre, chiamati dagli zii, hanno dichiarato ai carabinieri della compagnia di Signa che avevano lasciato i figli dagli zii perché, per motivi di lavoro, erano dovuti tornare a Padova, dove vivono.
TGCOM, 06/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Annunci sul web da tutta Italia
Un’inchiesta della rivista “Studenti magazine”, che già un anno fa aveva condotto un’indagine analoga sulle pornostudentesse, “ha scoperto che a vendersi per pagarsi le tasse sono, sempre più numerosi, anche gli universitari maschi. Il fenomeno sarebbe variegato: la prostituzione maschile si divide in eterosessuale, omosessuale e via web, con i cosiddetti camboy che furoreggiano sui programmi di instant messaging e su svariati siti.
Entrare in questo mondo è semplicissimo, garantisce “Studenti Magazine”: basta avere una connessione alla rete e un indirizzo e-mail, oltre ovviamente ad un portafogli ben fornito: le tariffe sarebbero infatti tutt’altro che economiche, comprese tra i 50 euro delle prestazioni gay e i 150 pretesi dai gigolò etero. Non solo: chi vuole farsi “accompagnare” per un intero weekend da uno studente atletico e colto puo’ arrivare a sborsare fino a mille euro.
Quanto ai camboy – che prediligono come forme di pagamento postepay, paypal, europay e simili – il prezzo lo fa chi decide di spogliarsi: c’è chi per mezz’ora chiede 10 euro e chi 50. Dipende anche dall’offerta. Individuato anche il profilo del cliente medio: dalle risposte alle inserzioni e dalle interviste raccolte è risultato che nella maggior parte dei casi ha tra i 40 anni e i 50 anni, nega di essere gay anche quando chiede sesso omo e ha una disponibilità economica elevata.
Più sfuggente il profilo delle clienti donne: a preferire il canale internet, meno remunerativo, sarebbero soprattutto casalinghe annoiate, ma “il vero guadagno – garantisce un gigolò rigorosamente anonimo – si fa quando entri nel giro delle signore benestanti”.
TGCOM, 04/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Bari,relazione scoperta grazie a diario
Ha scoperto che la moglie aveva una relazione con un sacerdote, insegnante di religione della figlia, e l’ha denunciata ai carabinieri. La vicenda, pubblicata da alcuni quotidiani locali, è accaduta ad Ostuni, nel Brindisino. La relazione extraconiugale sarebbe iniziata nel 2006. L’uomo, un operaio di 44 anni, avrebbe scoperto un diario dove la moglie annotava gli sms affettuosi scambiati con il sacerdote.
Messaggi del prete quali, ad esempio, “mi sembra di essere andato in Paradiso” oppure “non mi stancherò mai di dire grazie al buon Dio per aver permesso di incontrarti. Sei la cosa più bella che mi potesse capitare”. Il marito ‘tradito’ aggiunge, nella denuncia, che il sacerdote avrebbe anche fatto alla moglie regali costosi.
La relazione extraconiugale sarebbe iniziata nel 2006. L’uomo, un operaio di 44 anni, l’avrebbe scoperta dopo aver trovato, tra gli effetti personali della figlia, una lettera in cui la ragazzina pregava Gesù di salvaguardare la famiglia perché la madre tradiva il papà con il sacerdote.
TGCOM, 06/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Secondo credenza così si guarisce Aids
E’ allarme violenze sessuali sui minori a Khano, capitale della Nigeria nel nord del paese africano. La denuncia è stata fatta dalla polizia insieme ad alcuni responsabili locali. Negli ultimi mesi le autorità hanno arrestato più di 60 persone tra i 45 e i 70 anni: sono colpevoli di aver abusato di bambini in età compresa tra i 3 e gli 11 anni nella convinzione di poter guarire dall’Aids e di divenire ricchi, secondo una credenza del luogo.
Il fenomeno, in costante aumento, non è tuttavia quantificabile con precisione poiché molti dei coinvolti decidono di non denunciare gli stupri per questioni d’onore familiare.
Sta di fatto che le autorità nigeriane hanno definito questa situazione “allarmante”.
TGCOM, 04/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Ragazzi rapiscono e uccidono coetaneo
La polizia cinese ha arrestato quattro adolescenti responsabili del rapimento e dell’omicidio di un loro compagno di scuola. I quattro, di età fra i 15 e i 17 anni, hanno sequestrato, picchiato selvaggiamente e ucciso Zhao Shaoxu nella città di Shantou nella provincia di Guangdong il 29 dicembre scorso, chiedendo poi un riscatto al padre. L’uomo ha riconosciuto la voce di uno dei rapitori e ha avvertito la polizia.
I quattro sono stati arrestati e hanno confessato. Immagini riprese da una telecamera di sorveglianza stradale hanno mostrato il gruppo inseguire e picchiare la vittima. Il corpo del ragazzino, colpito alla schiena con una forbice, col cranio fratturato e segni di strangolamento sul collo, è stato trovato in una casa abbandonata in un vicino villaggio. “I giovani adorano la violenza – ha detto Ji Hanping del Centro di psicologia della gioventù di Shantou – La delinquenza giovanile è diventata un problema che non può essere ignorato”.
TGCOM, 06/01/2008
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Nozze “al buio” per Mikhail Prokhorov
Capricci da miliardari. Arriva dalla Russia la notizia del matrimonio più bizzarro (e forse più costoso) dell’anno. Protagonista, secondo Corriere.it, il magnate della metallurgia Mikhail Prokhorov che, per una scommessa di gioventù, avrebbe deciso di sposarsi il 3 maggio alle Maldive. L’ignota prescelta (forse un’ereditiera, forse una sconosciuta) dovrà tuttavia accettare di divorziare cinque giorni dopo il sì.
E’ stata questa la condizione posta da Prokhorov alla fanciulla, che comunque riceverà una lauta ricompensa per la partecipazione alla gigantesca boutade. Perché di un’imponente “messa in scena” si tratterà: 10 milioni di dollari è la cifra che il numero uno del colosso metallurgico “Norilsk Nikel” ha deciso di mettere a disposizione per mantenere la parola data a un amico di infanzia. Mi sposerò il giorno del 42esimo compleanno, aveva promesso il magnate. Forse per dimostrare di essere un uomo che rispetta gli impegni presi, Prokhorov sta organizzando l’evento nel modo più sfarzoso possibile. Oltre settecento saranno gli invitati alla cerimonia, che già sta scatenando l’interesse morboso dei tabloid russi.
Curiosità massima, ovviamente, per l’identità della prescelta. Alcuni fanno il nome di Ksenia Sobchak, la “Paris Hilton russa” figlia dell’ex sindaco di San Pietroburgo, altri ritengono che si tratti di un’emerita sconosciuta disposta ad un matrimonio flash per portarsi a casa un bel gruzzolo. Oltre alla magra consolazione di essere stata, per cinque giorni, la moglia di un “uomo d’oro” la cui ricchezza pare ammonti a 14,2 miliardi di dollari.
TGCOM, 14/03/07
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6 Gennaio 2008
Bahrein, sorpresa in luna di miele
Sorpresa la prima notte di nozze: poche ore dopo il matrimonio un novello sposo del Bahrein ha scoperto che la donna a cui aveva appena giurato fedeltà eterna era in realtà un uomo. L’episodio è avvenuto otto anni fa ma è stato rivelato soltanto adesso dal “Gulf Daily News”. Prima delle nozze la stessa “sposa”, allora 25enne, non era del tutto sicura della sua identità sessuale. Il giovane ha immediatamente divorziato.
Era stato il novello sposo a scoprire che qualcosa non era a posto e a portarla in ospedale. La “sposa”, nata intersessuale (cioè con caratteristiche sia maschili che femminili) cerca ora, per vie legali e attraverso delle operazioni, di fugare ogni dubbio sulla sua nuova identità maschile. A dicembre volerà in Thailandia per cambiare definitivamente sesso. Nel frattempo ha perso il posto di lavoro, non viene più ammessa in palestra e viene regolarmente fermata all’aeroporto, in quanto sembra un uomo ma resta, secondo il suo passaporto, una donna.
TGCOM, 08/10/07
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Usa,test del Dna per scoprire il padre
Una donna del Missouri ha fatto l’amore con due gemelli, prima con uno e il giorno dopo con l’altro, ed è rimasta incinta. Ma di chi? “Del secondo”, dice lei. Ma lui nega, e nega anche il primo. Il problema è che i due potenziali padri sono gemelli, con lo stesso Dna. Il che ha messo in non poca difficoltà il giudice americano al quale colui indicato come padre si è rivolto per chiedere la prova del Dna.
Neppure quella ha potuto né potrà stabilire chi tra i due sia il vero padre. Il singolare caso è stato sollevato davanti a un Corte del Missouri, ed il giudice Fred Copeland si è trovato alle prese con questa non facile decisione: a chi affidare le sorti di quella bambina? La piccola è sicuramente stata concepita da Holly Marie Adams. Senonché la donna ha ammesso in aula che quando tre anni fa rimase incinta ebbe nell’arco di poche ore rapporti sia con Richard, al rodeo di Sikeston, sia con Raymon poche ore dopo, a casa sua.
”Eravamo un po’ alticci, ed è successo”, ha detto la donna sotto giuramento. Ma chi è il padre? ”Il padre è Raymon” ha detto lei. Raymon però non ha mai voluto riconoscere quella paternità, al punto di rivolgersi al giudice. Così il caso è arrivato in tribunale. Il giudice Copeland ha ordinato il test del Dna, dal quale è risultato che i due gemelli potrebbero essere al 99,9 per cento entrambi il padre naturale. ”Io sono disposto a fare ricorso fino alla Corte suprema pur di veder riconosciuti i miei diritti” ha dichiarato Raymon all’emittente Abc.
”Dice così perché non vuole pagare gli alimenti per la figlia” gli ha replicato Richard. Il giudice Copeland, sconsolato, pur ribadendo la paternità di Raymon sulla base
delle testimonianze acquisite (quella della donna) ha ammesso di trovarsi di fronte a uno dei casi più strani mai incontrati in carriera.
TGCOM, 23/05/07
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Pubblicato da Corrado Pignato
6 Gennaio 2008
Messico, l’uomo ha 50 anni in meno
Una vedova messicana 98enne ha denunciato un suo corteggiatore di 50 anni più giovane perché troppo insistente: “Dice che non può vivere senza di me, che mi ama, ma questa storia non è per me: non posso avere più rapporti sessuali”. Così Maria de Jesus Flores, vedova da oltre 50 anni e madre di quattro figli ha spiegato il suo gesto contro il suo droghiere che ha perfino minacciato di ucciderla se non vorrà saperne di lui.
E così dopo aver per un po’ sopportato l’insistenza del suo droghiere, Manuel Martinez, la donna non ce l’ha più fatta e ha denunciato l’uomo. Maria Flores ha anche raccontato al quotidiano Reforma le molestie, in apparenza verbali, del suo corteggiatore. E così l’anziana donna è apparsa in una grande foto, fattale nella città Irapuato in cui vive, con indosso una giacca a scacchi ed una gonna a fiori, i capelli raccolti in uno chignon, con sotto la sua frase ”Sono vedova da 50 anni”.
Ma l’anziana vecchietta è ancora arzilla e racconta che a suo avviso quest’amore, scoppiato tra una consegna di latte e cereali a casa della donna, potrebbe comunque essere interessato. “Forse pensa che potrei aiutarlo a sviluppare il suo negozio con i miei soldi”, ha ipotizza Maria con un sorrisetto furbo.
TGCOM, 01/03/07
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Pubblicato da Corrado Pignato