Reni: italiani poco informati

7 Dicembre 2007

Impreparati alla prevenzione

I reni? Sono il tallone di Achille degli Italiani. I nostri connazionali infatti trascurano la loro salute e spesso rischiano un’insufficienza renale senza saperlo. Un fatto grave già di per sè, ma che implica in più altri gravi problemi: compromettere la salute dei reni può significare dare via libera a una serie di altre malattie, tra cui infarto, ictus e scompenso cardiaco. E’ quanto emerge da un’analisi, presentata a Milano, dei dati raccolti nell’ultima Giornata Mondiale del Rene, svoltasi il 3 marzo scorso.

In occasione della Giornata Mondiale, organizzata dalla Fondazione italiana del rene (Fir) e dalla Società di nefrologia (Sin), oltre 6.500 italiani si sono sottoposti in 71 città al controllo gratuito dei fattori di rischio per le patologie renali. Tra questi fattori, dicono gli esperti, ci sono l’ipertensione, un’alta proteinuria, ossia la presenza di certe proteine nelle urine, e il diabete. Eppure, il 36% delle persone visitate non conosceva i livelli della propria pressione, tanto che oltre una persona su due (55%) è risultata ipertesa, e ben il 23% di queste non sapeva nemmeno di esserlo. Il 20% era inoltre positivo alla proteinuria e aveva bisogno di sottoporsi ad altri esami. Infine, oltre il 20% dei partecipanti alla Giornata non sapeva dare una corretta definizione del diabete e il 9% non sapeva neppure cosa fosse.

”Queste informazioni – dice Vittorio Andreucci, presidente Fir – offrono una chiara dimostrazione di quanto sia necessario sensibilizzare sempre più gli italiani sull’ importanza di controllare i propri reni, che spesso si ammalano senza dare alcun segnale. E’ necessario promuovere un’energica campagna di prevenzione e diagnosi precoce, perché solo così è possibile affrontare questi problemi per tempo e in modo efficace”.

In Italia ci sono 5 milioni di persone con una malattia renale. Di queste, 50 mila sono in dialisi e 18 mila hanno subito un trapianto di rene. Dialisi e trapianto, concludono gli esperti, hanno un grande impatto oltre che sulla qualità della vita della persona, anche sulla sanità pubblica, tanto che assorbono circa il 3% della spesa sanitaria nazionale.

TGCOM, 06 DICEMBRE 2007


Cervello ok con sesso e cioccolato

7 Dicembre 2007

Aumentano le potenzialità cerebrali

Vuoi un cervello sempre al top? La ricetta per una volta è gradevole: non negarti il piacere del cioccolato fondente, fai sesso in abbondanza, mangia affettati e pesce a colazione. In questo modo le potenzialità della mente sono destinate ad aumentare. In un momento in cui è di gran moda cercare di incrementare le proprie facoltà intellettive con “allenamenti” mirati per il cervello, due esperti avvertono: dimenticate il Sudoku, i cruciverba astrusi, i giochi di logica più o meno complicati: basta molto di meno, come coltivare una serie di abitudini e stili di vita alla portata di tutti e che aiutano anche il buon umore. Lo sostengono lo psicologo cognitivo Terry Home e il biochimico Simon Wootton, autori di un libro intitolato  “Teach Yourself Training Your Brain”, ossia  “Impara ad allenare il tuo cervello”. Nel libro i due autori spiegano che le scelte di vita sono cruciali per mantenere allenate e in buona forma le proprie facoltà intellettive.

“Lo stile di vita può aumentare le potenzialità della mente”, spiega Horne, e aggiunge in un’intervista all’agenzia Reuters  “Quello che lo stile di vita fa è aiutare le condizioni chimiche del cervello”.

Insomma, aggiungono i due autori, non è affatto vero che l’apice delle attività cognitive si raggiunga a 17 anni e che da quell’età in poi si verifichi un inevitabile declino. Le capacità cognitive si possono creare grazie ad attente scelte di vita, spiega Horne.

Gli autori offrono una curiosa lista di cosa da fare e da evitare, insistendo che l’impegno personale è fondamentale nel tenere il cervello allenato. Molte di queste strategie “amiche del cervello” rispondono alle norme elementari del  buon senso. Ad esempio, lo stress è un male. Sono da evitare la cannabis e il consumo eccessivo di alcolici, ma anche l’abitudine di guardare per ore soap opera in tv e la frequentazione troppo assidua di persone lamentose, piagnucolose e ciniche.

Il libro, che si basa su ricerche scientifiche condotte in tutto il mondo, offre anche numerosi consigli pratici, come: “affettati e pesce vanno bene per colazione”  e “il cioccolato fondente è ottimo perché contiene molti dei composti chimici presenti quando il cervello funziona bene”. Alcuni suggerimenti proposti da nel libro sono curiosi e sorprendenti: ad esempio va bene coccolare un bambino, barare un po’ a scuola, leggere a voce alta, prendere una laurea in discipline economiche. E per quanto riguarda il sesso i due autori passano in rassegna le sette differenti reazioni chimiche che si verificano nel cervello durante le diverse fasi di un rapporto, dal momento delle prime fantasie erotiche e dei preliminari, fino alla sua conclusione. In quattro di queste fasi si verificano processi e meccanismi che aiutano a potenziare l’efficienza del pensiero. Ad esempio l’incremento dei livelli dell’ormone ossitocina aumenta la capacità prendere decisioni in situazioni di rischio, mentre il rilascio di serotonina, come avviene dopo l’orgasmo, favorisce il pensiero creativo e l’elaborazione di strategie logiche.

TGCOM, 05 DICEMBRE 2007


Vincere? Una questione matematica

7 Dicembre 2007

Ecco come fare…tombola

Confessatelo. Fare una quaterna o una cinquina nella classica tombolata di Natale, specie se la posta in gioco è alta e i partecipanti sono tanti, è sempre stata una bella soddisfazione. Figuriamoci fare tombola!! E quando, dopo cinque giri di cartellone, passato tra le mani di tutti tranne che nelle vostre, se l’unico risultato che avete ottenuto è un banalissimo ambo, be’, lo sconforto è d’uopo. Ma adesso la scienza vi viene in aiuto.
Un team di matematici del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha fato importanti scoperte sul più tradizionale gioco natalizio italiano. Tecnicamente si tratterebbe di un gioco d’azzardo, ma raramente le cifre diventano rilevanti. Però vincere rimane sempre l’obiettivo, un traguardo che si raggiunge cercando di capire le probabilità e, soprattutto, nel caso della Tombola, se avere il ‘tabellone’ sia un vantaggio.

“Chi estrae i numeri ne piazza sempre uno ad ogni estrazione, mentre chi ha le cartelle ogni tanto non mette nulla, dunque si potrebbe pensare che il primo sia avvantaggiato. Ma questo non è del tutto vero: il tabellone ha 90 numeri diversi e ogni cartella individuale ne ha 15, per cui, se si tengono sei cartelle con tutti i numeri distinti, le probabilità di vincere sono le stesse del tabellone”, chiarisce Roberto Natalini, dell’Istituto per le applicazioni del calcolo ‘M. Picone’ del Cnr. Ma non è tutto così semplice.

Le cose infatti, secondo lo scienziato, si complicano se un giocatore ha dei numeri ripetuti in più cartelle. “Per capire cosa succede, immaginiamo di avere due giocatori, uno con due cartelle con tutti i numeri diversi e un altro, sempre con due cartelle, ma con un numero in comune”, prosegue Natalini. “Supponiamo”, continua il matematico, “che entrambi abbiamo riempito 14 caselle in tutte le cartelle, e che la casella mancante per il secondo giocatore sia proprio quella comune. In questo caso il primo giocatore avrà due possibilità di vincere, mentre il secondo soltanto una”.

“Questa osservazione”, sottolinea, “è verificata dalle simulazioni numeriche che mostrano, dividendo le patte a metà tra i giocatori, che tra il tabellone e un giocatore con sei cartelle, ma in cui c’è un numero in comune tra tutte e sei, la probabilità di vittoria del tabellone sale al 51,4%, e al 52,4% se i numeri in comune sono due”.

Quindi, occorre prendere sempre 6 cartelle senza ripetizioni. “Per ottenere questo”, suggerisce Ennio Peres, matematico, anzi ‘giocologo’ per auto-definizione, “in una tombola tradizionale, dove ogni cartella è individuata da un numero di riferimento, basta sceglierle in modo che siano numerate in ordine progressivo ciclico. Ad esempio, in una versione a 45 cartelle: 1-2-3-4-5-6, o 17-18-19-20-21-22, o anche 43-44-45-1-2-3″.

Analoghi ragionamenti posso essere fatti in tutti i giochi con estrazioni indipendenti, come il Lotto dove, secondo gli esperti, è meglio giocare combinazioni con numeri distinti, piuttosto che bloccare un certo numero e variare gli altri, o il Bingo, gioco in cui le cartelle vengono infatti sempre date senza ripetizioni di numeri tra una cartella e l’altra.
“E questo anche contro l’intuizione popolare, che spesso vorrebbe bloccare i numeri considerati ‘ritardatari’. Il caso non ha memoria, per cui è inutile affezionarsi ai numeri. Giocare con la stessa combinazione o cambiarla ogni volta sarà esattamente la stessa cosa, ai fini della probabilità di vittoria”, conclude Natalini.

TGCOM, 04 DICEMBRE 2007


Sesso… da viaggio

7 Dicembre 2007

Italiani campioni di coito interrotto

Vacanze in camere da letto, ma non nella propria. Aumenta infatti il numero di persone che, durante il periodo di vacanze, anche quello natalizio, si concede un viaggetto all’insegna delle avventure sessuali, spericolate e, soprattutto, non protette. Un fenomeno che coinvolge il 5% dei viaggiatori del vecchio continente e che desta preoccupazione tra gli esperti. Il non utilizzo di profilattici durante il rapporto da parte del 50% dei viaggiatori aumenta infatti il pericolo di trasmissione di malattie per via sessuale.

Leader indiscussi e veri virtuosi in Europa nel “rifiuto” di mezzi protezione sessuale sono proprio gli italiani, il cui rapporto con la contraccezione è davvero complesso, anche in patria: se solo il 20% delle donne usa la pillola (e appena il 13% al primo rapporto), va per la maggiore il coito interrotto.

E in testa alle classifiche siamo anche per un’altra bizzarra caratteristica: siamo i più desiderosi di essere osservati mentre facciamo sesso. il 26% ammette di aver avuto già un’esperienza in un luogo pubblico, e il 23% ha fatto sesso in ascensore, un vero record europeo.

E’ soprattutto durante i viaggi all’estero che la promiscuità e la casualità dei rapporti sessuali tendono ad aumentare, spiegano gli esperti della European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (Escmid). E l’identikit è presto fatto: i viaggiatori internazionali, specialmente i maschi e gli uomini d’affari, hanno un rischio maggiore di essere esposti a malattie sessualmente trasmesse, compresa l’infezione Hiv. Gli spostamenti delle popolazioni sono infatti un fattore determinante nella diffusione di malattie e i viaggiatori dovrebbero avere una esatta percezione che il rischio è elevato soprattutto nei Paesi poveri e utilizzare quindi un adeguato grado di protezione.

In quanto alla propensione degli italiani verso il coito interrotto il ginecologo Emilio Arrisi, Consigliere della Societaà italiana di Ginecologia e Ostetricia, commenta tra il serio e il faceto il dato, comunque allarmante, considerando che, nell’arco di un anno, il 90% di donne che praticano il coito interrotto ha ottime probabilità di rimanere incinta. Non a caso dal 1999 sono cresciuti del 10,7% gli aborti tra le minorenni.

Di questi temi si è parlato nel corso del convegno “Sessualità e scelte consapevoli. Quale informazione per le donne a rischio?” all’Istituto San Gallicano.
Rapporti a rischio quindi anche nel proprio paese e senza che le donne possano opporsi: secondo una ricerca condotta su 12 paesi europei, presentata da Giuseppe Benagiano, direttore della prima scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia de ‘La Sapienza’, solo il 49% delle italiane ha voce in capitolo sul metodo contraccettivo da usare, contro il 90-92% di olandesi, tedesche e belghe.

In ogni caso, gli italiani in generale si confermano amanti del sesso: per il 78% è “molto importante”, e il 53% ammette di volerlo fare più di frequente. Da vero maschio latino, l’italiano diventa reticente solo se gli si chiede del desiderio sessuale: appena il 20% (molto meno di qualsiasi altro paese europeo) ammette di non aver fatto sesso perché non ne aveva voglia, e il 56% si trincera dietro una generica motivazione di “stress”.

Resta insoluto il problema di fondo, cioè la scarsità di informazione e educazione alla sessualità. Per questo nasce l’Osservatorio Nazionale sulle Abitudini sessuali e i comportamenti contraccettivi, che ha avuto il suo battesimo durante il convegno. Composto da medici, ginecologi, igienisti, educatori e giornalisti, oltre che rappresentanti dei ministeri della Salute e delle Pari Opportunità, il Comitato sarà un organismo permanente nell’ambito della campagna “Scegli tu” promossa dalla Sigo, e sarà uno strumento di servizio, un punto di indagine e approfondimento per promuovere convegni, ricerche, campagne informative e sensibilizzare le istituzioni per l’educazione sessuale e anticoncezionale nelle scuole. E della campagna “Scegli tu” fa parte anche “SMS – Scegli Metodi Sicuri”, la prima fiction virtuale per migliorare l’educazione sessuale delle ragazze italiane. 30 puntate di tre minuti, trasmesse dal 20 dicembre, in onda sulla web tv www.intermedianews.tv, nel sito www.sceglitu.it e su second life.

A proposito di sesso non protetto tra i giovani arriva anche un altro interessante studio di alcuni ricercatori della Columbia University, pubblicato sull’American Journal of Public Health, che rivela: chi perde la verginità molto presto o molto tardi nella vita è piu’ esposto a problemi sanitari sessuali. Gli scienziati hanno scoperto che chi comincia presto nella vita (cioè prima di 14 anni) ad avere rapporti sessuali è più esposto a sviluppare fattori rischiosi, come un alto numero di partner sessuali o fare sesso sotto l’effetto dell’alcol.Altri problemi sessuali, come difficoltà di erezione o nel raggiungere l’orgasmo, accomunano chi comincia presto e chi comincia tardi la attività sessuale.I ricercatori americani hanno stabilito in 17/18 anni l’età media per perdere la verginità. Chi inzia prima di 14 anni è un ‘precoce’. Chi aspetta i 22 anni è un ‘tardivo’.

TGCOM, 07 DICEMBRE 2007


Sicurezza, sci batte il calcio

7 Dicembre 2007

Ma in pista attenersi alle regole

Sciare? Non è poi così pericoloso come si pensa. Tirar calci a un pallone o andare in bicicletta è molto più rischioso. Lo sci è infatti tra gli sport più sicuri da praticare, ben di più di calcio e ciclismo. Questo è il responso dello studio promosso da Assosport che ha presentato il rapporto “Banca dati sull’infortunistica degli sport invernali” curato dal Centro Studi Sicurezza e Cultura della Montagna. Contrariamente a quanto si pensa per sci e snowboard l’indice di rischio è quindi solo medio, ben dopo calcio e ciclismo.

Il 75,67% degli incidenti sugli sci è infatti dovuto a cause occasionali, si legge nel rapporto.
In Italia sono circa 3 milioni gli sciatori praticanti che si recano sulle piste innevate durante tutto il periodo invernale. Gli snowboarders sono 450.000. Gli sport legati al mondo invernale sono molto apprezzati nel nostro Paese, ma negli ultimi anni si è assistito da parte dei media ad un atteggiamento allarmistico nei confronti della pericolosità di questi sport praticati all’aria aperta. Se si prendono in considerazioni i diversi sport in base all’indice di rischiosità che producono (modelli matematici realizzati dall’Università di Salisburgo) si vede come, in una scala da 0 a 100, il calcio si posiziona al primo posto con un indice di rischiosità altissimo, ben 41. Secondo posto per l’equitazione, a seguire il ciclismo. Con indice di rischiosità 12 si posizionano al quarto posto altri giochi con il pallone, la mountain bike e lo snowboard. Con indice 9 al settimo posto c’è lo sci, dove si consideri all’ottavo posto con indice 8 si posizionato sport come l’aerobica e l’attrezzistica.

Altro dato interessante da tenere in considerazione è il numero di interventi registrati da Carabinieri e Polizia. Nel corso della stagione 2006-2007 sono stati registrati 23.018 interventi, cifra in netto calo rispetto alle stagioni precedenti (26.472 interventi per la stagione 05-06, 26.890 per la stagione 04-05). Il dato si rivela interessante sia per le misure di sicurezza che sono state messe in atto sia in riferimento alla sensibilizzazione fatta dalle Istituzioni e dalle case produttrici di attrezzatura che al recepimento di tali informazioni da parte dei praticanti. Quanto alla rischiosità delle collisioni tra sciatori che in nessun modo si vuole negare è interessante contrapporre la percentuale di incidenti che avvengono per cadute accidentali (75,67%) alla collisione con persone (11,65%). La lesione tipica degli sciatori è la distorsione delle articolazioni degli arti inferiori (ginocchio). Con gli snowboard la frattura degli arti superiori (polso). In entrambi i casi ci sono un 13% di casi in cui si rimane vittima di trauma cranico. Un rischio che si corre soprattutto quando l’incidente è causato dallo scontro tra due sciatori, evento che rappresenta comunque solo il 10% degli infortuni.

L’identikit di chi rischia di più sugli sci, secondo una ricerca presentata in questi giorni per l’avvio della campagna ‘Sciare sicuri’, è lo sciatore maschio, età media 30 anni, il quale nel 77% dei casi cade da solo perdendo il controllo, quasi sempre su piste tutt’altro che difficili, il 69,2% delle volte in condizioni meteorologiche più che buone, con neve compatta e ottima visibilità. I più giovani tra gli 11 e i 20 si fanno invece spesso male con gli snowboard.

Esistono comunque denominatori comuni: sopravalutazione delle proprie capacità, mancato rispetto della segnaletica, eccessivo affollamento delle

piste, eccesso di velocità, imprudenza, disattenzione e persino eccessivo consumo di alcol.
Dalle rilevazioni del Centro Carabinieri Addestramento Alpino, nella scorsa stagione gli infortuni nelle 177 località sciistiche tenute sotto controllo, sono stati 10.477. Quindici gli incidenti  mortali, di cui 5 per traumi. Secondo il sistema Simon di sorveglianza degli incidenti in montagna, attivato dall’Istituto Superiore della Sanità, il picco di infortuni si verifica durante le feste natalizie. Durante la giornata il rischio maggiore è tra le 11 e le 13, quando le piste sono più affollate.

Per sensibilizzare ad un comportamento corretto e responsabile da quest’anno è stata organizzata la campagna ‘Sciare sicuri’, un tour che si svolgerà dal 9 dicembre in diverse località sciistiche. Testimonial Gustav Thoeni e Deborah Compagnoni, all’iniziativa, collabora l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Sanità, oltre a 24H assistance e all’associazione nazionale esercenti impianti funiviari.

Il primo appuntamento con ‘Sciare sicuri’, durante il quale il Centro di Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato distribuirà anche un suo opuscolo, sara’ a Livigno il 9 dicembre. L’opuscolo contiene 12 regole che invitano al rispetto degli altri, a tenere una velocità e un comportamento adeguati alle proprie capacit, a tenere presente le regole di precedenza e di segnaletica, a sgomberare la pista appena possibile se si cade. In caso di incidente chiunque deve prestare soccorso, chiamare aiuto, rendersi disponibile a testimoniare. Insomma un dodecalogo per non trasformare uno svago e uno sport in un dramma. Ricordando soprattutto a chi si diverte a fare slalom tra gli altri che ‘gli sciatori non sono pali’.

TGCOM, 07 DICEMBRE 2007


Santino subito…sul cellulare

7 Dicembre 2007

Immaginette religiose come screensaver

C’è chi li tiene sul parabrezza, chi nel portafogli, chi incastonati nei ciondoli appesi alle catenine d’oro. Stiamo parlando dei ”santini”, le immaginette religiose. Ora, nell’era della telefonia mobile, arrivano anche sui display dei cellulari, ovviamente a pagamento. Basta abbonarsi e al servizio offerto da una società e il gioco è fatto: un santino a settimana allontana tutte le disgrazie e ci aiuta nei momenti di sconforto.

Spopolano Padre Pio e Papa Giovanni Paolo II: a loro si affidano un po’ tutti. E poi Santa Lucia, protettrice della vista, San Cristoforo che veglia sugli automobilisti, Caterina, la santa giusta da invocare prima di un esame universitario. Basta quindi con le nonne che li fanno scivolare nel portafoglio del nipote preferito e con le mamme che di nascosto li attaccano nel cruscotto dell’auto dei figli: i santini si mettono al passo con le nuove tecnologie e così come funziona con la musica e le news. Oltre al Santo o al Beato prescelto viene fornita anche una preghiera speciale che contiene riferimenti alla storia, alla vita del santino scaricato. Perché, anche nell’era della telefonia mobile e del digitale, l’immagine non è tutto.TGCOM, 07 DICEMBRE 2007


Scienziati:i canguri non saltavano

7 Dicembre 2007

Australia,antenato camminava a 4 zampe

Quando pensiamo ai canguri, ce li immaginiamo mentre saltano qua e là nelle praterie australiane. Ma non sempre i curiosi mammiferi sapevano saltare. Un tempo infatti il canguro era grande come un cagnolino, non saltava, ma camminava a quattro zampe e si arrampicava sugli alberi. E’ questo il ritratto che emerge da una ricerca pubblicata da un gruppo di scienziati australiani sul Journal of Paleontology.

Secondo gli scienziati, i fossili di canguro, vecchi di 25 milioni di anni e trovati alla fine degli anni ‘90 nel nord tropicale del Queensland, apparterrebbero ad una nuova specie, alla quale è stata data il nome di “nambaroo gillespieae”. Il nambaroo era grande come un cane di taglia media, e aveva forti muscoli nelle zampe anteriori, il che dimostra che correva su tutte e quattro le gambe.

Secondo uno dei paleontologi, Ben Kear dell’Università La Trobe, era “assai diverso dai canguri di oggi. Viveva nella foresta, mangiava frutta, funghi, e si arrampicava sugli alberi. Somigliava più ad un opossum che a un canguro”.

I canguri dei nostri giorni si sarebbero evoluti per adattarsi al cambiamento dell’ambiente, quando la vegetazione tropicale lasciò il posto a boschi di eucaliptus e ai grandi spazi desertici dell’interno del continente.

TGCOM, 06 DICEMBRE 2007


Giuda era davvero un traditore

7 Dicembre 2007

Sbagliata tesi del National Geographic

Giuda tradì davvero Gesù. Il New York Times ribalta totalmente il giudizio del National Geographic che aveva dato l’anno scorso all’apostolo ritenuto non un traditore. Sotto accusa la traduzione, incappata in una serie di svarioni che hanno alterato il senso del Vangelo di Giuda, da sempre considerato dagli studiosi un testo anti-cristiano. Il New York Times ha ritradotto il documento, smascherando gli errori.

“La traduzione del National Geographic – scrive lo studioso di copto e di vangeli gnostici April De Conick sul giornale americano – sosteneva l’interpretazione provocatoria di Giuda come eroe; una lettura più attenta chiarisce che Giuda non solo non è un eroe, ma per il testo è un demone”. Il National Society, nel punto in cui Giuda è chiamato un “daimon” (da cui la parola demone), traduce con “spirito”, significato attribuito di solito dai greci a questo lemma.

L’apostolo è preservato “per” la santa generazione, come dicono i traduttori del National, ma separato “da” essa. Il NYT riconosce che il National Geographic – a suo tempo ma con grande ritardo – un altro grossolano errore di traduzione: l’eliminazione di una particella negativa riguardo all’ascensione di Giuda, che dunque non era la tesi sostenuta dall’apocrifo ma il suo contrario. Gli errori, in verità, si spiegano anche con la difficoltà di trdurre “un vecchio vangelo che stava da secoli in una cassa ridotto in briciole”. Sotto accusa, comunque, la volontà di tutelare i diritti del National Geographic, il che – ricorda l’articolo di denuncia – “ha impedito di far circolare tra gli studiosi le foto di ogni pagina in grandezza naturale in modo che i competenti del ramo, in tutto il mondo, possano scambiarsi le informazioni mentre lavorano indipendentemente sul testo”.

“Senza copie in grandezza naturale – afferma lo studioso De Conick – siamo come il cieco che conduce altri ciechi”. E ricorda un episodio analogo di difficoltà di traduzione, quella dei Rotoli del Mar Morto. “Quando i manoscritti sono accaparrati dai pochi, ne nascono errori e un monopolio dell’interpretazione che – conclude l’articolo – è molto difficile rovesciare, anche quando l’interpretazione è dimostrata falsa”.

TGCOM , 07 DICEMBRE 2007


POMODORO FA BENE… ANCHE SE E’ KETCHUP

7 Dicembre 2007

LONDRA – I pomodori, si sa, sono un toccasana per la salute. E in particolare, contribuiscono a combattere il colesterolo. Ma secondo uno studio condotto da ricercatori finlandesi, anche il tomato ketchup, fumo negli occhi per generazioni di mamme di tutto il mondo, contribuirebbe ad aumentare i livelli del colesterolo ‘buono’ se usato con moderazione. I volontari che si sono sottoposti all’esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati dal British Journal of Nutrition, hanno mantenuto una dieta priva di pomodoro e derivati per tre settimane. Quindi hanno assunto 30 grammi – o 400 millilitri di succo di pomodoro – al giorno. Al termine di queste ultime tre settimane, gli scienziati hanno scoperto che il tasso di colesterolo era sceso del 6% – mentre il colesterolo ‘cattivo’ ha fatto registrare un calo del 13%. “I cambiamenti – si legge nel rapporto – sono da considerarsi significativi, visto che il periodo di ricerca è stato limitato a tre settimane e tutti i partecipanti mostravano un tasso di colesterolo, all’inizio dell’esperimento, del tutto normale”.

ANSA, 06 DICEMBRE 2007


VATICANO: RITROVATO UN DISEGNO INEDITO MICHELANGELO

7 Dicembre 2007

CITTA’ DEL VATICANO – Un disegno inedito di Michelangelo, uno schizzo su un dettaglio dell’allora costruenda Basilica vaticana è stato ritrovato nell’archivio della Fabbrica di San Pietro e sarà presentato al grande pubblico lunedì 9 dicembre. Ad anticipare la notizia è l’Osservatore Romano. Si tratta dell’ultimo disegno conosciuto del grande artista, uno schizzo che rappresenta una pianta parziale di uno dei pilastri del tamburo della cupola di San Pietro.

Era probabilmente una comunicazione di Michelangelo ai cavatori di pietra, un bozzetto realizzato nel 1563, un anno prima della morte dell’artista. Sull’attribuzione a Michelangelo gli esperti non nutrono dubbi: la sicurezza del tratto, la mano esperta e abituata a prendere le decisioni di fronte alla pietra grezza. Un’ulteriore conferma giunge dal tipo di rappresentazione in pianta, con la caratteristica doppia linea che mette in evidenza diversi livelli dell’oggetto come se la pietra fosse trasparente. Assieme al disegno, vi sono alcune cifre: 6, 9 e |. Il disegno e’ tracciato su un ritaglio di carta con gesso color sanguigna. Probabilmente realizzato in cantiere ai piedi della Basilica in una delle molte officine di tagliapietra a cielo aperto, il disegno fu eseguito nella primavera del 1563, dopo che alcune partite di travertino da Fiano erano state giudicate inadatte ad essere scolpite. Il foglio si salvo’ – spiega il giornale vaticano – dalle distruzioni volute dall’architetto quasi novantenne e fu riutilizzato dopo la sua morte.

ANSA, 06 DICEMBRE 2007