Bari, picchiato 20enne: “Sei gay”

26 Novembre 2007

Aggredito in strada, nessuno interviene

Un ragazzo di 20 anni è stato picchiato selvaggiamente da cinque persone perché gay. L’episodio, riferito dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, è avvenuto a Bari. Secondo quanto si apprende, prima di essere aggredito a calci e pugni, il giovane sarebbe stato chiamato per nome dal banda, schernito pesantemente e accusato di essere omosessuale. Alla scena hanno assistito poche persone, che comunque non sono intervenute.

Che cosa abbia scatenato la follia del gruppo, per ora, non è chiaro. Sul fatto stanno indagando i carabinieri, ma la dinamica dell’aggressione non è ancora molto chiara. Il giovane, probabilmente conosciuto dai suoi aguzzini, stava camminando quando è stato avvicinato, sbeffeggiato e poi picchiato. Nella rissa il ragazzo ha riportato contusioni varie ed una leggera infrazione all’omero che potrebbe pregiudicare la sua attività di musicista.

Gli agenti stanno cercando di fare luce sulla vicenda e di rintracciare i cinque che hanno preso a calci e pugni il 20enne, ma nessuno, finora, ha ancora avuto il coraggio di testimoniare contro il gruppo. Alla scena pare abbiano assistito poche persone, senza che nessuno intervenisse per aiutare la vittima.

TGCOM, 25 NOVEMBRE 2007


Impiegate al lavoro in… lingerie

26 Novembre 2007

Taiwan, “invito” di una casa di intimo

Altro che obbligo di giacca e cravatta. Una compagnia di lingerie ha invitato le proprie dipendenti a recarsi al lavoro in… abbigliamento intimo. Questo in occasione della giornata che la Audrey Underwear, produttore taiwanese di Taizhong, ha stabilito per festeggiare il record di vendite. I colleghi maschi hanno inevitabilmente ringraziato: in tutto, infatti, sono 500 le donne che lavorano nella sede del marchio.

“Abbiamo atteso tutto il mese questo giorno – ha raccontato un addetto alle vendite – . Non sapevamo dove posare gli occhi”. Anche perché oltre il 90% delle colleghe ha accettato l’invito del datore di lavoro e si è presentata in canottiera e shorts, come previsto dal “Camisole Day”…

“Mi sono messa a dieta per presentarmi al massimo della forma”, ha ammesso una di loro. “Gli uomo sono rimasti imbarazzati per tutta la giornata e sono stati particolarmente gentili con noi. E’ stato divertente”, le ha fatto eco un’altra ragazza.

Certo qualcuno si è anche lamentato: “Alcune donne potevano sentirsi obbligate per una sorta di pressione o competizione. Non capisco se l’azienda stia vendendo intimo o corpi”.

TGCOM, 26 NOVEMBRE 2007


Sesso online, identikit del cliente

26 Novembre 2007

E’ giovane, single e istruito

Single, livello di istruzione medio-alto ed età compresa tra i 35 e i 40 anni: è l’identikit del cliente-tipo delle lucciole straniere, elaborato dallo studio “How much?” (“Quanto?”) condotto su Internet dalla Fondazione Ismu per conto della Commissione europea. Le donne più richieste sono quelle dell’Europa dell’Est e le cinesi: non solo perché sono più “a buon mercato”, ma anche perché soddisfano maggiormente il “bisogno d’affetto” dei clienti.

L’inchiesta, riporta il Corriere della Sera, è stata condotta sia online sia direttamente sulla strada. In questo secondo caso, però, l’identikit cambia notevolmente: età tra i 23 e i 50 anni, sposato, uno o più figli e livello di istruzione basso o molto basso. In entrambi i casi, però, le motivazioni sono le stesse: ai primi posti il bisogno di affetto e di comprensione. Secondo gli intervistati, infatti, le italiane tendono a “concludere” velocemente per ottimizzare i tempi e “servire” più clienti; le ragazze dell’Est, invece, “sono tutte bellissime ma non fanno le cose come in catena di montaggio: ti portano a casa loro, ti fanno rilassare, ti accolgono”.

Sempre per quanto riguarda le motivazioni che spingono verso il sesso a pagamento, gli italiani sposati spiegano di essere costretti a farlo proprio dalla moglie o dalla compagna. “Quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia; poi usano il sesso come un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono”.

Ai clienti, comunque, secondo lo studio interessa poco o nulla la storia della ragazza di turno: la maggior parte dei clienti è convinta che la “tratta delle schiave” non esista, e che chi svolge il mestiere più antico del mondo lo faccia di sua spontanea volontà a parte pochi, sporadici casi. Tutti, comunque, sono favorevoli alla riapertura delle case chiuse, vista come un vantaggio per tutti.

TGCOM, 26 NOVEMBRE 2007


SESSO IN UFFICIO, A NAPOLI PETTEGOLEZZI E POLEMICHE

26 Novembre 2007

NAPOLI  – Sesso in un ufficio pubblico: il pettegolezzo girava da un po’ di giorni tra vigili urbani e i dipendenti comunali e alla fine la notizia è diventata di pubblico dominio. Con una sorpresa. Secondo quanto appreso dal sindacato, la Cisl Funzione Pubblica, l’uomo trovato ad amoreggiare con una dipendente comunale, colti sul fatto da un terzo uomo, legato sentimentalmente alla donna, a sua volta sposata, non sarebbe un semplice vigile urbano ma un ‘graduato’ del Corpo. Secondo altre fonti, poi, si tratterebbe di un maggiore.

Il fatto si è verificato una ventina di giorni fa e, oltre ad alimentare il chiacchiericcio, è diventato oggetto di carteggi tra assessori, comando della polizia municipale, con un intervento scritto anche del sindacato. L’assessore comunale alla Polizia Municipale, Gennaro Mola, fa sapere di aver dato via libera al comandante, Carlo Schettini, nel procedere al trasferimento per motivi di opportunità del ‘reo’ e di valutare eventuali rilievi di carattere disciplinare. Lo stesso Schettini, secondo quanto si apprende in ambienti della polizia municipale, sta valutando gli approfondimenti da compiere. “L’episodio – denuncia Lorenzo Medici, segretario generale della Cisl Funzione pubblica di Napoli – è molto grave ma bisogna stare attenti a non denigrare per l’ennesima volta il Corpo dei vigili urbani. In base a quanto si è potuto apprendere, la persona coinvolta sarebbe non un vigile urbano ma un graduato. E a quello che ci risulta, con il trasferimento non sarebbe stato punito ma addirittura premiato. Il sindacato è evidentemente dalla parte dei lavoratori ma è altrettanto chiaro – conclude Medici – che se il singolo sbaglia come in questo caso, dove si è utilizzato un ufficio pubblico per fare sesso, va sottoposto a procedimento disciplinare e non a trasferimenti per insabbiare”. Medici rende noto anche di aver inviato una lettera riservata al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, nella quale si bocciava la decisione di procedere al trasferimento.

L’AMORE IN UFFICIO NON E’ PIU’ UN TABU’, NEPPURE IN ITALIA  – Fare l’amore in ufficio non è più appannaggio dei film, ma è diventato, per ora solo in America, anche argomento di lezione in corsi ad hoc Da una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal risulta infatti che oltre il 40% dei lavoratori Usa ha avuto almeno una storia d’amore consumata in ufficio. Un’altra indagine, dell’Opinion Research Corp., sostiene inoltre che il 54% degli uomini e il 40% delle donne non vede nulla di male nel praticare sesso con un collega in ufficio. A Las Vegas c’é addirittura una scuola che insegna come “amarsi” sul posto di lavoro ed essere felici.

L’Italia invece dice addio agli alberghi per gli incontri tra amanti a causa dei forti aumenti di prezzo, si parla di un calo, lo scorso anno, del 20% secondo uno studio dell’Associazione donne e qualità della vita. Si torna quindi alla camporella, a fare l’amore per strada (37%): le Regioni a maggior tasso di consumo stradale sono Lombardia ed Emilia Romagna. Al secondo posto nelle scelte degli Italiani parcheggi e piazzole (22%): primo tra tutti il maxi parcheggio dell’Autostrada del Sole, Calvetro, segue il parcheggio Motel 200 a Trezzano sul Naviglio. Medaglia di bronzo, sempre secondo la ricerca, uffici o negozi (19%) soprattutto per chi ama fare gli ’straordinari’.

La parte della giornata più gettonata infatti per gli incontri extra coniugali è il tardo pomeriggio. Il cambiamento del luogo impone anche abitudini sessuali diverse. Se prima, quando si affittava una camera d’albergo, non c’era problema d’orario, ora la disponibilità si accorcia generalmente dalle 17 alle 19, quando è molto facile simulare un ritardo o una riunione inattesa. Il fenomeno è infatti più diffuso tra coppie di amanti che lavorano nello stesso luogo, ma si allarga sempre più ai giovani che hanno pochi soldi e che abitano in famiglia. Ultima particolarità, il 5% degli amanti sceglie per avere un rapporto sessuale il cimitero, forse per il clima “gotico” e il silenzio davvero “di tomba”.

ANSA, 25 NOVEMBRE 2007


SALVEZZA DEL PIANETA PASSA DAGLI OCEANI

26 Novembre 2007

ROMA – L’unico modo per salvare il pianeta é studiare meglio gli oceani, e per farlo serve un impegno di tutti i governi del mondo a costruire una rete globale di sorveglianza.

L’appello viene dalla Partnership for Observation of the Global Oceans (Pogo), l’organizzazione che riunisce i principali scienziati mondiali che studiano il mare, che il prossimo 28 novembre presenterà, durante una conferenza a Città del Capo, la ‘lista della spesa’ di ciò che serve per conoscere meglio gli oceani.

“Gli oceani coprono il 71% della superficie del globo – spiega Tony Haimet, direttore del Pogo – ma la nostra conoscenza di ciò che avviene al loro interno è ancora patetica. Un sistema continuo e integrato di sorveglianza ripagherebbe ampiamente gli investimenti in termini di salute dell’uomo e degli animali marini”. Il sistema che hanno in mente gli scienziati costa nella sua fase iniziale circa tre miliardi di dollari, e comprende l’impiego massiccio di tutte le tecnologie più recenti nel campo della ricerca oceanografica. La lista comprende un network di satelliti e stazioni a terra dedicati alla superficie oceanica, piccoli sottomarini telecomandati per esplorare gli abissi, di cui alcuni senza motore dedicati esclusivamente a seguire il moto delle correnti, ma anche segnalatori e strumenti posizionati direttamente sugli animali marini e sulle navi mercantili. Qualcosa è stato già fatto, sostengono gli esperti, ad esempio con 3mila boe disseminate in tutti gli oceani o con 2mila animali marini di 22 specie ‘attrezzati’ con segnalatori, ma lo sforzo deve essere ancora maggiore.

Questi i principali vantaggi che si potrebbero ottenere da un programma più vasto:

- CAMBIAMENTI CLIMATICI: gli oceani sono i primi a subire gli effetti dei gas serra, in termini di aumento della temperatura e dell’acidità, e sono anche i principali attori del ciclo globale dell’acqua. Maggiori conoscenze potrebbero ad esempio prevedere l’impatto delle acque più calde sulle microscopiche forme di vita oceaniche che ogni anno sottraggono 50mila milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, ma anche su tutto il resto degli esseri viventi del mare, che sono la maggioranza del pianeta.

- DISASTRI NATURALI: le tecnologie già a disposizione permetterebbero di fare previsioni migliori su eventi catastrofici come tsunami, uragani, inondazioni, aumentando la sicurezza sia dei trasporti marini, che distribuiscono in giro per il mondo il 90% dei beni, sia delle popolazioni colpite da queste calamità, e aiutando a mitigarne gli effetti.

- ATTIVITA’ UMANE: migliori informazioni sugli oceani permetterebbero di prevedere gli spostamenti dei pesci che l’uomo utilizza per alimentarsi causati dalle diverse condizioni marine, e di riconoscere immediatamente le condizioni favorevoli allo sviluppo di batteri e alghe tossiche. Inoltre con più informazioni sarebbe possibile sfruttare le risorse energetiche del mare (petrolio e gas, ma anche impianti eolici off-shore) con un minore impatto sull’ambiente. “In poche decine di anni potremmo sviluppare un sistema di sorveglianza degli oceani comparabile con quello che ci permette di fare le previsioni del tempo – spiega John Field, capo del progetto dell’Onu sull’osservazione degli oceani – speriamo di dare il primo impulso con la conferenza di Città del Capo”.

ANSA, 25 NOVEMBRE 2007


NAUFRAGHI SCRIVONO HELP SU SABBIA, SALVI

26 Novembre 2007

SYDNEY – Salvati da un aereo che ha notato l’enorme scritta ”help!”, tracciata sulla spiaggia di un’isola deserta. E dal loro spirito d’avventura alla ‘’survival”. E’ accaduto a tre naufraghi australiani, due ragazze di 22 e 24 anni e un uomo di 34, partiti sabato per un weekend a base di sci d’aqua e nuoto, affittando una barca da Heron Island, al largo delle coste nord orientali dell’Australia.

Non è chiaro quale avaria abbia bloccato il mezzo, ma i tre sono stati costretti a fermarsi in un’isola sconosciuta e disabitata. Dopo una notte passata all’addiaccio e poche speranze di tornare alla base, hanno tracciato una enorme scritta sulla spiaggia, ”help”, aiuto, e sono rimasti ad aspettare i soccorsi. Stamattina un piccolo aereo inviato alla loro ricerca ha sorvolato una spiaggia dell’isolotto di Erskine, ha notato la scritta ed e’ ammarato poco distante, portandoli in salvo.

E’ la prima volta che un salvataggio del genere accade su una spiaggia australiana. Ma, dicono i mitici ”dottori volanti”, (Royal Flying Doctors) che con piccoli aerei-ambulanza raggiungono i posti più remoti del continente, ”nell’outback è pratica comune”. Gli interventi in soccorso di persone che si perdono nel deserto sono centinaia l’anno. In maggior parte si tratta di turisti (l’anno scorso un inglese è stato salvato due volte nella stessa settimana). Ma anche gli australiani finiscono nei guai. Tanto che i ”dottori volanti” hanno stampato un manuale con i consigli per la sopravvivenza, consultabile anche su Internet. ”Se si è rotta la macchina, non mettetevi a camminare, fate un SOS leggibile dal cielo.

Perche’ sia ben visibile deve essere lungo otto metri. Nel deserto i segnali e’ meglio farli con le pietre, il vento cancella le scritte. Se l’aereo vi ha avvistato, ondeggera’ per farvi capire che vi ha visto”, dicono i Flying doctors. Altri metodi, a parte la scritta di Sos, comprendono l’accensione di un fuoco, o, se si ha un’arma da fuoco sparare diversi colpi a salve. E, raccomandano i dottori volanti, ‘’sparate in terra, non verso l’aereo”.

ANSA, 26 NOVEMBRE 2007