PIU’ PIACERE DAI SOLDI SE GLI ALTRI NE HANNO MENO

24 Novembre 2007

 

ROMA – Almeno per i maschi, non è solo il valore assoluto dei soldi che conta, ma anche il confronto dei nostri con quelli altrui, come a dire che lo ’stipendio’ pesa di più nelle nostre tasche se il vicino di scrivania è pagato meno per svolgere lo stesso lavoro. E ancora di più se a un nostro successo economico corrisponde l’insuccesso del collega.

E’ quanto emerso da uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista Science: i guadagni degli uomini sono più appaganti se il collega guadagna di meno per lo stesso lavoro. A svelare questi ‘altarini’ sono stati neuroscienziati dell’Università di Bonn i quali hanno coinvolto un gruppo di 38 uomini in una sorta ‘gioco a premi’. I ‘concorrenti’ dovevano stimare il più correttamente possibile il numero di puntini che appariva su uno schermo e se indovinavano potevano vincere dai 30 ai 120 euro.

Per capire cosa appaga l”Homo oeconomicus’ i neuroscienziati, coordinati da Bernd Weber, monitoravano il cervello dei volontari con la risonanza magnetica. Ovviamente, hanno spiegato gli esperti, risultava che ad ogni vincita nel cervello dei volontari si attivavano i centri del piacere e dell’appagamento, in particolare lo striato ventrale, un’area collegata al senso del successo, del guadagno, della vincita al gioco. Ma la novità è stato scoprire che il cervello dei volontari ’sprizzava gioia da tutti i pori’, ovvero il loro striato ventrale si attivava molto di più quando gli andava meglio del vicino di gioco: in pratica un individuo provava più piacere dalla propria vincita se il vicino di gioco aveva perso alla stessa prova o se, pur avendo entrambi vinto, riceveva un premio maggiore del vicino. Quindi non è la vincita in sé ad appagare, ma la vincita confrontata con la sconfitta o con un guadagno inferiore del vicino, cioé il senso di appagamento aumenta se ci confrontiamo con chi ha avuto meno. “Questi risultati – ha dichiarato l’economista Armin Falk che ha partecipato allo studio – contraddicono nettamente la tradizionale teoria economica, secondo cui l’unico fattore che conta è l’ammontare del denaro ricevuto. Invece il confronto con i guadagni altrui gioca un ruolo molto importante”.

ANSA, 23 NOVEMBRE 2007


Milano,maestra accusata di violenza

24 Novembre 2007

Tappò con scotch la bocca di un bimbo

Guai in vista per un’insegnante milanese di prima elementare che, di fronte a un alunno che non voleva stare zitto, ha chiuso la bocca del piccolo per pochi secondi con un pezzo di nastro adesivo. Indagata per abuso di mezzi di correzione, la professoressa era già stata scagionata sia dalla direzione scolastica che dai carabinieri, ma ora si ritrova accusata di violenza privata aggravata e potrebbe essere processata.

Il fatto risale a circa un anno fa e i primi a difendere la maestra erano stati sia i genitori del bimbo, sia gli altri alunni dell’istituto comprensivo Leone Tolstoj. La professoressa ha appoggiato il nastro adesivo sulle labbra del bambino soltanto per qualche secondo, dopo aver fatto lo stesso sulla sua bocca. “Se non stai buono, ti faccio così”, avrebbe detto la 35enne, senza provocare alcun turbamento nel piccolo.

Della stessa opinione non è stato invece il giudice per le indagini preliminari di Milano, Mario Pellegrino, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Stefania Carlucci ed ha disposto il capo di imputazione coatto. Sulla vicenda ora dovrà esprimersi il giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere se rinviare l’insegnante a giudizio.

Attonita la giovane maestra, che non si capacita dell’accaduto. “Ho sbagliato, ma l’ho fatto solo per farlo smettere, ero davanti a un bambino di 5 anni immaturo e indisciplinato. Si è trattato di una cosa di pochi secondi”, ha spiegato l’insegnante, precisando che si è trattato soltanto di una gesto scherzoso, a titolo dimostrativo.

Ad avviare l’inchiesta era stata una segnalazione della preside delle Tolstoj, ma prima ancora erano stati alcuni genitori dei compagni di classe del bimbo zittito con lo scotch a fare esplodere il caso. Commentando una vicenda simile raccontata in un servizio di un telegiornale, il figlio di uno di loro aveva detto: “Anche la nostra maestra l’ha fatto”. E così la storia è finita in tribunale.

TGCOM, 22 NOVEMBRE 2007


Solo donne a guardia del Quirinale

24 Novembre 2007

Per la prima volta picchetto femminile

Non era mai successo prima nella plurisecolare storia del Quirinale. Fino a sabato pomeriggio il palazzo, dove ha sede la presidenza della Repubblica, sarà custodito da una guardia di sole donne. Cinquanta soldatesse provenienti dal 235° reggimento “Piceno” hanno la responsabilità di sorvegliare la dimora del Capo dello Stato per 24 ore. Armate come i colleghi maschi, come loro hanno la stessa età: 23 anni di media.

Alla cerimonia di avvicendamento con i militari della Marina, sul piazzale esterno del Quirinale, hanno assistito molti curiosi e parenti delle giovani volontarie, ma soprattutto una folla di fotografi, cameramen e giornalisti, richiamati dall’inedito appuntamento. E alla fine la prova è andata bene, come hanno anche sottolineato gli applausi del pubblico.

Nessun intoppo, tutto regolare: del resto le ragazze si erano preparate duramente ed oggi hanno dato prova di saper marciare nello stesso modo formale dei loro colleghi “di casa” al Quirinale. Le 50 volontarie in ferma prefissata di un anno sono state arruolate tramite un concorso al quale possono partecipare tutti i cittadini italiani, uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, sposati o no, in possesso di un diploma di istruzione secondaria di primo livello.

”Al termine dell’anno di servizio – sottolineano allo Stato maggiore – ai volontari si aprono interessanti prospettive d’impiego”: possono decidere di proseguire la carriera nell’Esercito o nelle altre forze armate, oppure tentare il concorso per accedere alle forze di polizia, al Corpo forestale o alla Croce rossa.

L’anno di servizio svolto nell’Esercito come volontario in ferma prefissata di un anno, infatti, è il requisito indispensabile per avviare questi percorsi.

Per tutto il tempo del servizio è prevista la divisa d’ordinanza: cinturone, anfibi e basco. Soprattutto, in mano avranno il fucile mitragliatore Beretta Ar 70/90.

Dal 2000 al 2007 sono entrate a far parte dell’Esercito circa 6.000 donne, di cui oltre 200 tra gli ufficiali, una cinquantina nei sottufficiali e le restanti come volontarie di truppa in servizio permanente e in ferma breve o prefissata.

TGCOM, 23 NOVEMBRE 2007


Un preservativo…ad personam

24 Novembre 2007

Lo spruzzi, asciuga e lo sfili

Arriva il primo preservativo spray. Inventato da Jan Krause dell’Institute for Condom Consultancy tedesco, l’insolito contraccettivo si spruzza, si lascia asciugare ed pronto all’uso.
Ancora in attesa di brevetto lo spray profilattico promette di superare ogni tipo di problema di dimensioni e dovrebbe essere uin vendita nel 2008.
Una semplice bomboletta, il cui prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 15 dollari e in grado di produrre dai 10 ai 20 condom a seconda della misura del pene, irrora lattice liquido che asciuga in 20-25 secondi creando una guaina che aderisce perfettamente alla forma del pene.
Dopodiché il gioco è fatto. E dopo l’uso, viene sfilato come un normale preservativo.

Un vero e proprio condom ‘ad personam’ insomma, che consente, se non altro, di realizzare preservativi che dovrebbero aderire perfettamente alla forma del pene. Superando i problemi legati a dimensioni che differiscono, per eccesso o per difetto, dalle misure standard. La prova? “Con questa tecnologia”, assicura l’inventore, “potremmo tranquillamente costruire profilattici per elefanti”.

Ma gli uomini che l’hanno provato sono divisi sul suo uso. Chi aveva difficoltà ad adattarsi alle misure standard dei condom in commercio ne è entusiasta, altri sostengono che è difficile immaginarne l’utilizzo in camera da letto.
“Ne creeremo tante varietà, anche colorate”, dice Krause, ”e daremo la garanzia di una perfetta vestibilità e aderenza: il condom spray non creerà problemi di scivolamento e sarà pronto all’uso in cinque minuti.”

Ma c’è un altro motivo che potrebbe renderlo più appetibile sul mercato della contraccezione. Il condom spray promette infatti risparmi rispetto ai tradizionali preservativi. Il prezzo delle ricariche dovrebbe attestarsi tra i 5 e i 7 dollari.

E mentre si tenta di ridurre i tempi di ‘asciugatura’ portandoli pochi minuti, c’è chi ne sconsiglia l’uso al primo appuntamento. A meno che non si voglia stupire con effetti speciali.

TGCOM, 23 NOVEMBRE 2007