AUSTRALIA, SQUALO BLOCCA DUE RAGAZZINE SU RELITTO

22 Novembre 2007

SYDNEY – Due ragazzine di 14 anni, che si divertivano a tuffarsi da un relitto arenato a qualche decina di metri dalla riva, sono state puntate da uno squalo che ha impedito loro di tornare a riva, nuotando in cerchio attorno a loro. E’ accaduto stamani a Byron Bay, dagli anni Settanta indiscussa capitale del surf e della musica live. Protagoniste due studentesse della locale scuola media superiore, Jett Coates e Caitlin Robinson, che facevano gara di tuffi.

“Stavo per buttarmi di nuovo in acqua quando Jett mi ha gridato “stai attenta, c’e’ uno squalo”, ha raccontato Caitlin. L’animale, descritto come “grande e scuro” è quindi scomparso sotto il relitto, tornando poi più volte verso il punto dove erano le giovani. Un gommone è quindi partito dalla base dei bagnini per andare a prendere le due ragazze e portarle a riva, spaventate ma sane e salve. “Ci sono stati ben nove avvistamenti di squali nelle ultime due settimane. Ma è inusuale che si avvicinino così alla gente in acqua. L’episodio di oggi ci preoccupa”, ha detto Stephen Leahy, coordinatore dei locali guardacoste. Il mese scorso, sempre a Byron Bay, una donna era stata attaccata da uno squalo che le aveva rovesciato la canoa, azzannandole un braccio.

ANSA, 22 NOVEMBRE 2007


AUSTRALIA, SERPENTI FINTI PER ALLONTANARE STORNI

22 Novembre 2007

SYDNEY – Non sono servite le tecnologie più all’avanguardia, per scoraggiare le migliaia di storni che si sono insediati nel centro di una cittadina rurale in Australia. Così ora le autorità locali ci provano con serpenti di gomma colorata, verdi, gialli, rosa e neri. Nel comune di Tamworth, 420 chilometri a nord di Sydney, gli abitanti sono ad un passo dalla disperazione. Sono mesi che gli storni hanno eletto la cittadina come loro quartier generale, e non c’é stato modo di allontanarli. Hanno provato con i cannoni ad acqua, con le luci stroboscopiche, con suoni a bassa frequenza. Ogni volta gli uccelli tornavano sugli alberi e i netturbini tornavano all’acqua e spazzolone.

“Abbiamo già speso l’equivalente di 30 mila euro per pulire strade e i marciapiedi, e altri 15 mila per cercare di allontanare gli uccelli” ha detto John Davis, responsabile della nettezza urbana del Municipio. “Non possiamo dire che ci siano forti prove scientifiche a indicare che gli storni abbiano paura dei serpenti di plastica, ma, francamente, costano poco”. Il sindaco, James Trelovar, ha ammesso che gli storni sono il problema principale della cittadina. “Chi parcheggia sotto gli alberi per fare una commissione torna dopo un’ora e nemmeno riconosce la propria macchina”. E se non funzionassero nemmeno i finiti serpenti? Trelovar allarga le braccia: “E chi lo sa, prenderli a pistolettate non si può”. Un’arma segreta di riserva il comune di Tamworth però sembra avercela: la nebbia finta. Qualcuno sostiene che fa perdere il senso dell’ orientamento agli uccelli.

ANSA, 22 NOVEMBRE 2007


OBESO HA PAGATO DUE POSTI, AIR FRANCE LO RISARCIRA’

22 Novembre 2007

PARIGI – Air France è stata condannata per aver fatto pagare a un obeso due posti su un viaggio aereo New Delhi-Parigi. Lo ha scritto il giornale Le Parisien. La compagnia aerea e l’agenzia di viaggi Go dovranno pagare 8.000 euro al passeggero che aveva sporto denuncia dopo essere stato costretto nell’agosto 2005 a munirsi di due biglietti a causa delle sue dimensioni. Lo ha deciso un tribunale parigino che ha anche intimato a Air France di rimborsare al passeggero 500 euro, cifra che corrisponde al prezzo del biglietto di ritorno supplementare. “Air France dovrà ora chiarire se trasporta dei chili o delle persone”, ha commentato dopo la sentenza del tribunale parigino il passeggero, uno sceneggiatore di 43 anni che pesa oltre 160 kg.

ANSA, 22 NOVEMBRE 2007


CONTRO IL CALDO LE PIANTE INDOSSANO ‘OCCHIALI DA SOLE’

22 Novembre 2007

ROMA – Che troppo Sole faccia male lo dicono da sempre i dermatologi all’inizio dell’estate, ma le piante lo sanno già. Uno studio pubblicato dalla rivista Nature ha mostrato che le foglie, quando arriva loro troppa luce per il clima estremo, indossano degli ‘occhiali da sole’: alcune piccole molecole fanno da schermo per evitare che la pianta venga danneggiata. La scoperta non solo spiega come si potrebbero aiutare le foglie ad adattarsi ai cambiamenti del clima, ma potrà essere sfruttata per migliorare l’efficienza con cui si costruiscono i pannelli solari.

La fotosintesi, cioé il processo con cui le piante sfruttano il Sole per ricavare energia, funziona in tutte le condizioni di luminosità, persino quando il cielo è nuvoloso. Se il clima è troppo secco o la luce troppo forte, però, l’energia può essere in eccesso, e il surplus danneggiare la pianta. In questo caso entra in gioco la fotoprotezione, il meccanismo studiato dai ricercatori dell’università inglese di Sheffield, che sono riusciti a ‘vedere’ grazie alla spettroscopia Raman, che guarda alle vibrazioni in tempo reale i cambiamenti che avvengono all’interno delle cellule.

Dallo studio è emerso che gli ‘occhiali da Sole’ della foglia sono una piccola molecola fondamentale per la pianta chiamata neoxantina. Questo composto, che in condizioni normali ha una conformazione distesa, nelle situazioni critiche si richiude su sé stesso, proteggendo il resto del delicato sistema che cattura la luce. Con questa configurazione intrecciata la neoxantina riesce a respingere i raggi solari trasformando l’energia luminosa in calore a bassa intensità poco pericoloso. L’intero processo, seguito ‘in diretta’ dagli strumenti, dura pochi femtosecondi, cioé meno di un miliardesimo di secondo.

“Alcune specie di piante si adattano a condizioni estreme con poca acqua, forte insolazione e temperature elevate grazie a meccanismi di difesa come questi – spiega Peter Horton, che ha coordinato lo studio – mentre altre, fra cui quelle utilizzate per l’alimentazione, invece hanno bisogno di un ambiente manipolato con irrigazione e fertilizzazione. Queste manipolazioni però non sono compatibili con i cambiamenti climatici, e sono già troppo costose. In futuro l’unica via per produrre piante da mangiare o da utilizzare per i biocarburanti passa per il potenziamento di questo tipo di meccanismi”.

Oltre alle applicazioni contro i cambiamenti climatici, si può imparare dalle piante ad utilizzare meglio la luce del Sole: “Per riuscire ad imitare la grande capacità delle piante di immagazzinare l’energia solare dobbiamo conoscere bene i meccanismi – spiega Alexander Ruban, un altro degli autori – con questo studio abbiamo capito come si può riuscire ad affrontare i cambiamenti continui dell’intensità dei raggi”.

ANSA, 22 NOVEMBRE 2007


In Svezia battaglia per il topless

22 Novembre 2007

Le femministe vogliono nuotare nude

Continua la battaglia delle femministe svedesi per poter nuotare in topless in piscina. La protesta è iniziata dopo che, a settembre, due donne che non indossavano il reggiseno sono state espulse da una piscina di Uppsala. Da allora la battaglia si è allargata ad altre città, mentre nei giorni scorsi è stato presentato un reclamo per discriminazione dinanzi all’Ombudsman per le pari opportunità.

Secondo il giornale Kvallsposten, inoltre, le femministe impegnate nella campagna hanno costituito una rete battezzata “Bara Brost”, che significa “a seno nudo”, per coordinare le loro iniziative. Sul loro sito si legge inoltre che l’obiettivo della loro battaglia è di far sì che le donne non siano più considerate “un oggetto sessuale”. I responsabili delle piscine municipali hanno citato ragioni di igiene a giustificazione del bando, ma anche il rispetto verso alcuni ospiti che potrebbero non gradire di vedere donne in topless in luoghi frequentati anche da bambini.

TGCOM, 22 NOVEMBRE 2007


Prostitute paghino le tasse

22 Novembre 2007

Milano,sentenza commissione tributaria

La Commissione tributaria della Lombardia ha deciso, con una sentenza, che anche le prostitute devono pagare le tasse. La Corte ha infatti condannato una prostituta, che non è riuscita a documentare il suo alto tenore di vita (risultava proprietaria di sei appartamenti e di due auto) a pagare una multa di 70 mila euro per aver presentato una dichiarazione dei redditi non veritiera.

In primo grado, la donna aveva ottenuto l’annullamento della sanzione, ma il giudizio di appello ha ribaltato la sentenza. Le motivazioni della Commissione tributaria regionale partono dal presupposto che la donna ha avuto comunque un reddito (che lei ha dimostrato provenire dal suo lavoro di lucciola). Esso è quello “presunto” calcolato dall’Agenzia delle entrate. La ex prostituta ha “chiaramente provato quale era la sua attività negli anni, non ha però provato né quale era o poteva essere l’ammontare delle somme da lei percepite, né le somme da lei spese” perché “non ha prodotto una documentazione idonea”, scrivono i giudici. Se l’avesse fatto, si sarebbe potuto stabilire con esattezza il suo reddito e forse avrebbe pagato meno.

Dopo aver fatto per venti anni il mestiere più antico del mondo, superati i 40 si era ritirata dall’attività. Fece ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Per dimostrare di essere stata una prostituta, il suo avvocato raccontò la storia di una ragazza fuggita a 17 anni dalla Campania e che, dopo essere finita sulla strada, era riuscita a comperare un monolocale per intrattenere i clienti in modo più riservato e sicuro. Essendosi sempre gestita da sola e non avendo mai avuto un protettore, aveva potuto accumulare un discreto gruzzolo che aveva diligentemente investito nel mattone.

TGCOM, 22 NOVEMBRE 2007


Per rubare in casa chiamano fabbro

22 Novembre 2007

Marghera,ladri si fingono proprietari

Nel tentativo di rubare in una casa alcuni ladri hanno avuto un’idea alquanto originale: quella di fingersi i padroni di casa e chiamare un fabbro con la scusa di aver perso le chiavi. E’ successo a Marghera, nel Veneziano: ma nonostante l’astuto stratagemma il fabbro si è insospettito, ha tergiversato nel lavoro, mandando a monte il piano dei malviventi. Ora sul caso sta svolgendo indagini la polizia.

Al fabbro si è presentato un nucleo familiare, apparentemente padre, madre e figlia. Il presunto capofamiglia ha asserito di aver perso le chiave e chiesto l’intervento al professionista per poter rientrare in casa. Il fabbro ha preso gli attrezzi, raggiunto il palazzo, e si stava mettendo all’opera. Qualcosa però l’ha insospettito.

E’ stato soprattutto il silenzio degli altri condomini (né un saluto, né alcun cenno d’intesa) quando incontravano i tre davanti alla porta di casa. Così il fabbro ha tergiversato, dicendo che doveva ritornare in officina a prendere un attrezzo, invitando poi i tre a raggiungerlo con un documento d’identità. Questi ultimi però non si sono fatti più vedere, allontanandosi dalla zona di gran fretta. A quel punto sono entrati in scena i veri proprietari di casa , contattati dalla polizia, che quasi non credevano a quanto stavano loro riferendo.

TGCOM, 21 NOVEMBRE 2007


Meduse-killer, strage di salmoni

22 Novembre 2007

Morti 100mila esemplari in Nord Irlanda

Inquietante fenomeno avvenuto la settimana scorsa al largo di due spiagge sulla costa occidentale dell’Irlanda del Nord, Glenam Bay e Red Bay. Oltre 100.000 salmoni sono stati sterminati da un gigantesco branco di meduse-killer. Milioni di celenterati urticanti rossastri hanno invaso un’area di oltre 27 chilometri quadrati, fino a una profondità di 13,6 metri, inondando un allevamento di pesci di proprietà della Northern Salmon Co.

I salmoni sono morti a causa delle ferite e dello stress causato dalle lesioni urticanti. Ad un certo punto, il personale dell’azienda ha anche cercato di raggiungere l’area colpita, nel tentativo di salvare i salmoni, ma era tale la densità delle meduse che le tre imbarcazioni hanno fatto fatica ad avanzare e sono comunque arrivate troppo tardi. “In trent’anni, non avevo mai visto nulla di simile: una cosa senza precedenti, assolutamente sorprendente. Il mare era diventato rosso, tante erano le meduse; e non c’è stato nulla da fare”, ha raccontato il direttore esecutivo dell’azienda, John Russell. La Northern Salmon Co, che ha perso oltre 1,4 milioni di euro, non è certa di poter superare l’impatto economico dell’evento. “Siamo ancora valutando l’accaduto, ma è un disastro”, ha ammesso Russell.

Le meduse, che avevano reso deserte numerose spiagge nel bacino mediterraneo quest’estate, sono arrivate in massa, in quantità mai viste, al largo delle coste
britanniche. Secondo gli scienziati, l’aumento delle meduse è dovuto al riscaldamento delle acque oceaniche e alla progressiva sparizione dei loro predatori, i pesci che finiscono nelle reti.

TGCOM, 22 NOVEMBRE 2007