Pornoprof, nuovo video hard sul web

21 Novembre 2007

Show a Berlino per docente di Pordenone

Nel settembre 2006 fu duramente contestata dai genitori dei ragazzini di una scuola media per la sua doppia vita: impeccabile di giorno, senza veli di notte. Ma la “pornoprof” di Pordenone non si è scoraggiata e, da Berlino, fa ancora una volta parlare di sè. La docente di lettere a luci rosse torna sul web con un video girato alla Fiera dell’Eros della capitale tedesca, fra passeggiate senza veli e improvvisati show pornografici.

Nel nuovo video diffuso su Internet, l’insegnante dapprima gira nuda per la strade della città (dove la Fiera si è svolta alla fine di ottobre), quindi si rende protagonista di show pornografici con gli ospiti della rassegna. La professoressa – A.C., in arte ”Madameweb” - è diventata celebre per una polemica, scoppiata nel settembre 2006, dopo le proteste dei genitori dei ragazzini della scuola media dove insegnava, che non volevano più, come insegnante dei propri figli, una docente.

Dopo la polemica, la “pornoprof” – come ella stessa ama farsi chiamare - è stata trasferita da Pordenone e presta servizio in un istituto della provincia friulana. I suoi nuovi alunni sono cittadini extracomunitari adulti, che studiano per ottenere la Licenza Media attraverso le “150 ore”.

TGCOM, 21 NOVEMBRE 2007


Spagna,uccisa perché rifiuta nozze

21 Novembre 2007

Omicida l’aveva chiesta in sposa in tv

Diceva di amarla e di non riuscire più a vivere senza di lei. E questo grande amore l’ha urlato al mondo intero davanti alle telecamere di una nota trasmissione televisiva spagnola. Lei però, una cittadina russa madre di un bimbo di due anni residente ad Alicante, ha rifiutato. Pochi giorni dopo la trasmissione, l’uomo si è presentato a casa della vittima e l’ha sgozzata. Lo spagnolo si è poi consegnato alla polizia.

L’omicida aveva chiesto in ginocchio davanti alle telecamere alla ex compagna di tornare con lui promettendole di sposarla. Milioni le persone che hanno visto la scena del noto show del canale Antenna 3. Lui ha implorato la trentenne russa, le ha confessato di non riuscire a vivere senza di lei e per questo dovevano sposarsi.

Ma la donna gli aveva risposto con un secco ‘no’. La presentatrice, Patricia Gaztanaga aveva quindi posto fine alla scena e i due se ne erano andati dal set insieme.  Qualche giorno dopo l’uomo si è recato all’abitazione della donna ad Alicante (nel sud della Spagna) e l’ha colpita a morte al collo con un coltello nell’ascensore della sua casa di Alicante.

L’omicida è stato arrestato ed è comparso davanti al giudice. La donna aveva rinunciato di recente ad un ordine giudiziario di protezione nei confronti dell’ex convivente che era stato già condannato per maltrattamenti, ma non in modo definitivo, a undici mesi di prigione e due anni di allontanamento.

TGCOM, 21 NOVEMBRE 2007       


Rogo in casa,bebe’ giu’ da finestra

21 Novembre 2007

Giappone, afferrato dai vicini: salvo

Per salvare la sua bimba di cinque mesi dalle fiamme, una madre giapponese l’ha lanciata dalla finestra sotto la quale si trovavano i vicini di casa che l’hanno afferrata al volo salvandola.  Il fatto è accaduto a Osaka, nell’ovest del Giappone. La piccola Rion Morioka, che ha fatto un volo di sette metri, ha riportato qualche contusione ed è ricoverata per intossicazione da fumo. Salvi anche i genitori che si sono buttati nel vuoto.

Tutto merito dei vicini che, non appena hanno visto le fiamme nell’appartamento dei Morioka, hanno prontamente steso per terra, sotto alla finestra, alcuni materassi e invitato i genitori a mettere in salvo la piccola Rion e poi a saltare. E così la mamma prima ha lanciato la piccola, afferrata dai vicini, successivamente anche lei insieme al marito Junichi, istruttore sportivo di 22 anni, sono saltati, riportando però nell’impatto diverse fratture.

Più fortunata la piccola che, essendo stata afferrata, è rimasta soltanto lievemente intossicata.

TGCOM, 19 NOVEMBRE 2007


Usa, tre bambini accusati di stupro

21 Novembre 2007

Avrebbero abusato di una 11enne

Tre bambini di appena 8 e 9 anni sono accusati di aver violentato una 11enne dopo averla portata in un bosco. E’ successo ad Acworth, un sobborgo di Atlanta, in Georgia. La madre della piccola ha avvisato le autorità e secondo le indagini della polizia l’aggressione sarebbe avvenuta giovedì scorso. I tre bambini giocavano insieme in un parco, poi la vittima sarebbe stata convinta a seguire i suoi amici in una zona più isolata.

I ragazzini sono troppo giovani per essere processati perché secondo il sistema giudiziario della Georgia (Usa) bisogna avere almeno 13 anni per essere processati: rischiano invece cinque anni di riformatorio.

“In più di vent’anni di vita professionale, non ho mai visto nulla di simile”, ha dichiarato Michael Wilkie, commissario di Acworth. Con indosso tute blu i ragazzini – due di 9 anni e uno di 8 – sono apparsi dinanzi al giudice a Cobb County, a nord di Atlanta, lunedì pomeriggio, che ha deciso di lasciarli in carcere. All’udienza a porte chiuse, non sono stati ammessi i giornalisti.

Secondo l’accusa, la ragazzina ha subito la violenza giovedì pomeriggio, ma i genitori hanno presentato la denuncia solo sabato e domenica la piccola è stata a lungo interrogata dagli inquirenti. La difesa dei ragazzini è che il rapporto sessuale ci sia stato, ma consensuale; ma secondo la polizia, non può esserci consenso quando si è così giovani. Adesso la madre della bimba chiede giustizia: “Devono ricevere una lezione perchè se l’hanno fatto a lei, potrebbero farlo a qualcun’altra. E chissà cosa faranno quando saranno adolescenti”.

TGCOM, 21 NOVEMBRE 2007


Gb, nuda in calendario a 102 anni

21 Novembre 2007

“Miss Novembre” ritratta in un pub

Invece di dedicarsi al giardinaggio, alla maglia e alle crostate, una anziana signora inglese ha posato completamente nuda per un calendario. Forse ispirata dal film di Nigel Cole, ”Calendar Girls”, ha deciso che non è mai troppo tardi per mostrarsi senza veli. E se già le signore della Women’s Institute della pellicola non erano più nel fiore degli anni, lei, Nora Hardwick, Miss Novembre 2008, ha ben 102 anni.

L’arzilla nonna posa sorridente per l’iniziativa organizzata per raccogliere fondi per la locale squadra di calcio, la Ancaster Athletic di Ancaster, nel Lincolnshire.

Ma non c’è da spaventarsi. Come già le Calendar Girls per incassare finanziamenti a favore dell’ospedale del paese si erano fatte fotografare senza veli ma dietro alle loro torte, ai loro fiori, ai menu aperti, per non ostentare quelle grazie non più freschissime, così nonna Nora appare dietro al bancone del pub cittadino, con una sciarpa rosa cipria.

La signora ha dichiarato di essersi molto divertita e di aver risposto con entusiasto alla richiesta del club di football che si era rivolta a lei in quanto la persona più anziana del paese. I suoi figli, di 80, 74 e 62 anni, al contrario di alcune signore del Women’s Institute del film, inizialmente riottose allo strip tease, hanno appoggiato l’iniziativa condotta a fin di bene.

Ultima curiosità: lo scatto a questa signora che vive da Ancaster dal 1933, è andata in pensione come postina da 72enne dopo 35 anni di lavoro, è stato realizzato il giorno del suo compleanno.

TGCOM, 20 NOVEMBRE 2007


Giakarta, scoperto l’uomo-albero

21 Novembre 2007

Una strana corteccia cresce sulla pelle

Si chiama Dede ma nel suo villaggio in Indonesia è più conosciuto come l’uomo-albero. Ha 32 anni e sulla sua pelle cresce una specie di corteccia. Una cura potrebbe ridargli una vita normale ma il governo di Giakarta impedisce il viaggio negli Usa. Lo rivela il dottor Anthony Gaspari che ha realizzato il servizio per Discovery Channel.

“Siamo stati chiari, i nostri medici non hanno dato il permesso a Dede di entrare negli Stati Uniti”, lo ha detto il portavoce del ministro della Sanità di Giakarta Lily Sriwahyuni Sulistiyowati. “Molte persone come Dede, che vivono in piccoli villaggi, non vogliono essere portate via. Soprattutto per farsi analizzare il sangue. Gli abitanti dei villaggi non danno molta confidenza agli stranieri”, ha detto.

Anthony Gaspari, dermatologo dell’Università del Maryland, ha realizzato un documentario su Dede. Il medico crede che la massiccia corteccia che cresce sulla sua pelle altro non sia che una combinazione di papilloma virus e un disordine genetico che gli impedisce al sistema immunitario di combattere la malattia.

Ora Gaspari sta cercando di convincere le case farmaceutiche a fornirgli una speciale vitamina A che dovrebbe accelerare il suo sistema immunitario. Se anche questa cura non dovesse avere un sito favorevole l’alternativa potrebbe essere la chemioterapia. Una soluzione non praticabile sul posto e che avrebbe sicuramente effetti collaterali.

TGCOM, 21 NOVEMBRE 2007


POMODORO CINESE SULLE TAVOLE, SEMPRE PIU’ ALLARME

21 Novembre 2007

ROMA – Oltre 160 milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese da ’spacciare’ come Made in Italy sono sbarcati nei porti italiani nel 2007.
La denuncia viene dalla Coldiretti che a Napoli nel corso del Meeting dei Presidenti ha mostrato la prova dei fusti, di oltre 200 chili di peso, con i quali arriva il pomodoro dalla Cina per essere rilavorato e confezionato come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento e non quello di coltivazione del pomodoro.

Nonostante gli allarmi sulla sicurezza dei prodotti cinesi nel 2007 – sottolinea la Coldiretti – sono quasi triplicate le importazioni di pomodoro concentrato dalla Cina (+163 per cento) per un quantitativo che equivale a circa un quarto dell’intera produzione di pomodoro coltivata in Italia.

Si tratta – precisa la Coldiretti – di una situazione preoccupante con l’arrivo dalla Cina di un equivalente di 1,1 miliardi di chili di pomodoro fresco all’interno di quasi 800mila fusti di triplo concentrato da ognuno dei quali è possibile ottenere oltre cinquemila confezioni di sugo pronto o 1400 confezioni di passata o più di mille tubetti di triplo concentrato etichettati come Made in Italy. Il pomodoro – sostiene la Coldiretti – è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani che, secondo i dati Ismea Ac Nielsen, spendono per i consumi casalinghi ben 442 milioni di euro per acquistare oltre 545 mila tonnellate di pomodori in scatola o in bottiglia. Ogni famiglia – precisa la Coldiretti – durante l’anno acquista almeno 31 kg di pomodori trasformati e, a essere preferiti, sono stati nell’ordine i pelati (14 Kg), le passate (11 Kg), le polpe o il pomodoro a pezzi (5 Kg) e per ultimo i concentrati e gli altri derivati (1 Kg).

Di fronte a questa situazione grazie alla mobilitazione della Coldiretti dal primo gennaio 2008 cadranno tutte le deroghe è sarà finalmente obbligatorio indicare in etichetta l’origine del pomodoro utilizzato nella passata, secondo quanto previsto dal Decreto del 17 febbraio del Ministero delle Politiche Agricole.”Si tratta di un passo in avanti straordinario che occorre immediatamente estendere a tutti i derivati del pomodoro e agli altri alimenti anche per favorire i controlli e permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi” – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

La Cina ha iniziato la produzione di pomodoro nel 1990 e oggi rappresenta il terzo bacino di produzione dopo Stati Uniti e Italia, con circa la metà del concentrato che è esportato proprio nel Belpaese.

 ANSA, 21 NOVEMBRE 2007


CERVELLO: SVELATA PROTEINA MAGELLANO,TIMONE PER ROTTA NEURONI

21 Novembre 2007

ROMA- Nelle ‘acque embrionali’ naviga ‘Magellano’ con un obiettivo preciso: far attraccare i prolungamenti dei nascenti motoneuroni ai muscoli ‘in erba’ che serviranno ai movimenti del futuro bebé. Resa nota sulla rivista Neuron, è la scoperta di scienziati del Salk Institute for Biological Studies in California: Magellano è una proteina al timone dei motoneuroni nascenti e dà la rotta ai prolungamenti dei neuroni (assoni) affinché ‘atterrino’ su suolo giusto, i muscoli. Se Magellano va in avaria, come visto in embrioni di topo, allora i motoneuroni non riescono più a contattare i muscoli e a conquistare il controllo dei movimenti.

Tecnicamente chiamata ‘Phr1′, la proteina poi battezzata Maggellano dal team diretto da Samuel Pfaff, proprio in onore dell’importante ‘viaggio’ che la molecola dirige durante lo sviluppo embrionale, è importante perché potrebbe suggerire vie di cura contro malattie neurodegenerative a carico dei motoneuroni come il morbo di Lou Gehrig. Il processo di crescita dei prolungamenti del neurone è fondamentale sia nel corso dello sviluppo dell’embrione quando i neuroni del midollo spinale si collegano ai muscoli che dovranno comandare, sia durante tutta la vita perché i collegamenti neurali creati dagli assoni permettono la comunicazione tra cellule nervose. Un ruolo fondamentale gioca dunque la proteina Magellano e gli esperti hanno analizzato oltre mezzo milione di mutazioni in embrioni di topo prima di definirne il compito. Quando Magellano non funziona, gli assoni in crescita ‘perdono la bussola’ e non arrivano più a destinazione, annodandosi, ripiegandosi e rigirandosi su se stessi. Ciò impedirà ai motoneuroni di assolvere al loro compito. E nel cervello potrebbe avvenire qualcosa di simile, dato che Magellano è stato rintracciato anche nei neuroni cerebrali.

La scoperta di Magellano, concludono i ricercatori, è dunque importante e potrebbe avere un ruolo guida nello studio di molti difetti di sviluppo del sistema nervoso.

 ANSA, 21 NOVEMBRE 2007


A ROMA SCOPERTA LA GROTTA DI ROMOLO E REMO

21 Novembre 2007

ROMA – E’ stato trovato quello che può essere identificato come il ‘lupercale’, la grotta-santuario dove, secondo la leggenda, la lupa allattò Romolo e Remo, i fondatori di Roma. La scoperta è stata annunciata dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha indicato il sito dove nell’estate scorsa una sonda è penetrata in un foro di una volta sette metri sotto il livello di calpestio scattando alcune foto della struttura sepolta nel colle Palatino.

La cupola nascosta da quasi duemila anni, si trova adiacente le mura della dimora di Augusto, in un avvallamento e in un’area mai esplorata, compresa tra il tempio di Apollo e la chiesa di Sant’Anastasia.

La struttura è a forma di ninfeo e sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5. Il pavimento della grotta si trova a oltre 16 metri sotto il livello di calpestio. Al centro della volta ornata da marmi di vari colori compare una grande aquila bianca, il cui significato simbolico deve ancora essere interpretato. Rutelli ha sottolineato l’importanza della scoperta: “L’Italia e Roma non finiscono mai di stupire il mondo con continue scoperte archeologiche ed artistiche ed è incredibile pensare che possa essere stato trovato un luogo mitologico, oggi diventato finalmente reale”. Ci sarà da lavorare, secondo gli archeologi, molto per portare a termine il complesso compito di liberare l’intera grotta dai detriti, sempre se non verranno trovate altre costruzioni.

I primi sondaggi sono stati effettuati un paio di anni fa, come spiega il soprintendente per i beni archeologici di Roma Angelo Bottini. “Allora non sapevamo davanti a cosa ci trovavamo ma – ha detto – studi successivi hanno messo in evidenza la coincidenza delle fonti letterarie antiche con il luogo in cui eravamo. Tra luglio e agosto scorsi abbiamo potuto scattare alcune foto di parte della grotta con il laser scanner grazie a un foro nella volta della cupola causato da un precedente crollo “. Rutelli ha annunciato che il 10 dicembre prossimo saranno presentati i lavori ultimati presso la casa di Augusto e che tutto il complesso dove dimorava il primo imperatore romano sarà aperto al pubblico per l’inizio del 2008.

“Questa scoperta di enorme importanza scientifica – ha commentato il sindaco di Roma Walter Veltroni – è la dimostrazione di quali tesori la nostra città ancora preservi e quanto sia possibile ancora ottenere da quel lavoro quotidiano fatto di passione, professionalità e impegno, che ha consentito agli archeologi delle sovrintendenze. di portare alla lice e consegnare non solo alla città ma al mondo intero un luogo tra i più sacri della Roma antica”.

 ANSA, 21 NOVEMBRE 2007


LE CELLULE DELLA PELLE TORNANO BAMBINE CON POCHI GENI

21 Novembre 2007

ROMA – Bastano pochissimi geni per far tornare bambine le cellule adulte della pelle umana. Senza ricorrere alla clonazione e senza distruggere embrioni, la tecnica sperimentata in Giappone e negli Stati Uniti promette di aprire in futuro una nuova strada per terapie su misura perché basate sulle cellule prelevate dagli stessi pazienti. Regredendo nello sviluppo, infatti, le cellule umane sono diventate simili a cellule staminali embrionali. Gli esperimenti, descritti nelle riviste Cell e Science, sono stati condotti in modo indipendente rispettivamente da Shinya Yamanaka, dell’Università di Kyoto, e da James Thomson, dell’università del Wisconsin-Madison.

Il risultato era stato in parte anticipato sabato scorso dal pioniere delle ricerche sulla clonazione, Ian Wilmut, che commentando i nuovi risultati aveva dichiarato di voler abbandonare la via della clonazione terapeutica. L’esperimento giapponese e quello americano si basano su ricette simili ma non identiche. In entrambi i casi sono partiti da cellule di pelle umana (fibroblasti) e hanno modificato il loro patrimonio genetico introducendo nel Dna quattro geni che sono attivi esclusivamente durante lo sviluppo embrionale.

Il gruppo di Yamanaka ha utilizzato i geni Oct3/4, Sox2, c-Myc, Klf4; quello di Thomson i geni Oct4, Nanog, Sox2 e Lin28. Riaccendendo questi geni le cellule hanno cominciato a “dimenticare” il loro programma e a funzionare come cellule embrionali. Sono diventate cioé molto simili alle cellule staminali di un embrione, anche se non identiche, e potenzialmente pluripotenti, ossia capaci di dare origine a diversi tipi di cellule adulte. Generano inoltre i classici tumori indotti dalle staminali embrionali, i teratomi, e danno origine ai tre foglietti embrionali che danno forma al feto. Gli stessi autori delle due ricerche avvertono però che è presto per dire che non ci sarà più bisogno di studiare le cellule staminali embrionali.

E’ infatti necessario un continuo confronto fra queste e le staminali ottenute per riprogrammazione prima di poter stabilire che i due tipi di cellule possono essere equivalenti in un futuro uso terapeutico. La strada da fare è ancora lunga, almeno quanto quella percorsa finora, da tempo i due gruppi sono alla ricerca dei fattori capaci di azzerare il programma di una cellula adulta senza ricorrere alla clonazione. Il gruppo di Yamanaka, per esempio, ha cominciato questa ricerca su cellule della pelle di topo, nelle quali aveva introdotto i geni Oct4, Sox2, c-Myc e Klf4 ottenendo cellule staminali simili alle embrionali. Soltanto nell’agosto scorso aveva dimostrato che da una di quelle cellule riprogrammate era possibile ottenere un embrione.

“Le cellule create in laboratorio fanno esattamente ciò che le staminali embrionali sono capaci di fare”, ha osservato Thomson. “Forse – ha aggiunto – sono clinicamente ancora più rilevanti di quelle embrionali, perché non dovrebbero dare problemi di rigetto”. Ottimista, Yamanaka, sul futuro della ricerca: “ora dovremmo essere capaci di generare cellule staminali umane e ottenere vari tipi di cellule, ad esempio cardiache, epatiche, neurali. Queste saranno estremamente utili per studiare le malattie, testare farmaci e, in futuro, aprire la via a terapie cellulari su misura”.

 ANSA, 21 NOVEMBRE 2007