16 Novembre 2007
Pavia, protagonista una 15enne
Una studentessa quindicenne del Pavese è stata sospesa dalla scuola, l’Istituto alberghiero “Pollini” di Mortara, per aver preso a schiaffi un professore. Sabato la ragazza ha fatto irruzione in una classe seconda, dove l’insegnante stava facendo lezione: uscito in corridoio il docente è stato insultato, preso a schiaffi e strattonato per il maglione.
L’aggressione si è consumata durante la giornata della “liberazione” degli studenti delle superiori da parte delle matricole universitarie, un’usanza della provincia di Pavia che si ripete ogni anno, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico universitario. Durante la “festa” la studentessa è entrata in un’aula dove il docente stava, d’accordo con i suoi studenti, proseguendo la lezione, e ha colpito il professore.
Dopo l’accaduto il dirigente scolastico ha convocato d’urgenza il consiglio d’istituto, che ha deciso di sospendere l’allieva per un periodo di due settimane.
TGCOM, 16 NOVEMBRE 2007
Lascia un commento » |
News assurde e curiose | Messo il tag: Curiosità, News |
Permalink
Pubblicato da Corrado Pignato
16 Novembre 2007
Padova, donna ustionata dalle candele
Avevano ben altri progetti due focosi amanti padovani che avevano predisposto il loro “nido” per trascorrere una serata romantica. Luci soffuse, atmosfera soft, candele distribuite nell’appartamento per creare una clima complice. Ma proprio le fiammelle hanno fatto presa sul vestito succinto della donna, che ha preso fuoco. La serata, per la sfortunata 44enne, è finita al reparto di Terapia intensiva dei grandi ustionati.
La signora, sfiorando inavvertitamente le candele, è stata investita da una fiammata che le ha procurato profonde ustioni. L’uomo ha cercato di spegnere le fiamme - che nel frattempo avevano avvolto anche una tenda di casa – e si è procurato lievi ferite. L’intervento dei vigili del fuoco ha domato l’incendio, mentre un’ambulanza trasportava la donnna in ospedale. Un’amara conclusione per la coppia di amanti che aveva predisposto tutto per trascorrere un’indimenticabile serata di passione.
TGCOM, 15 NOVEMBRE 2007
Lascia un commento » |
News assurde e curiose | Messo il tag: Curiosità, News |
Permalink
Pubblicato da Corrado Pignato
16 Novembre 2007
ROMA – E’ vietato – su giornali e media – fare pettegolezzi “lubrici” e fini a sé stessi sulle persone note quando tali “chiacchiere e dicerie” non sono in alcun modo utili per valutare la personalità o la moralità dei personaggi finiti sotto i riflettori, specie se il gossip riguarda i matrimoni vip. Compresi i “retroscena”. Lo sottolinea la Cassazione intervenendo – con una condanna per diffamazione – a tutela della riservatezza e della reputazione dei ‘famosi’.
In particolare la Suprema Corte ha confermato la colpevolezza del direttore di un quotidiano milanese e del giornalista che, su quella testata, aveva scritto un articolo nel quale ricostruiva la vicenda di una ‘dinastia’ editrice piacentina riferendo la “storiella boccaccesca” in base alla quale la moglie dell’editore lo avrebbe sposato solo “per estinguere così i debiti del suo fidanzato dell’epoca contratti con l’imprenditore”. Ad avviso degli ‘ermellini’ il diritto di cronaca “giustifica intromissioni nella sfera privata dei cittadini solo quando possano contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti per la collettività”.
“E’ vero che anche le vicende private di persone impegnate nella vita politica o sociale possono risultare di interesse pubblico quando – spiegano i supremi giudici nella sentenza 42067 – possano desumersene elementi di valutazione della personalità o della moralità di chi debba godere della fiducia dei cittadini”. Ma “non è certo la semplice curiosità del pubblico a poter giustificare la diffusione di notizie sulla vita privata altrui, perché è necessario che tali notizie rivestano oggettivamente interesse per la collettività”.
In questa prospettiva – conclude il ‘Palazzaccio’ – “non aveva alcuna rilevanza il pettegolezzo sul presunto retroscena del matrimonio, perché il diritto di cronaca non può essere inteso come diritto a sollecitare la curiosità lubrica del pubblico”. Senza successo la difesa dei due imputati ha chiesto che fossero ascoltati i testi per dimostrare “la verità del fatto” addebitato alla signora in questione. La Cassazione ha replicato che la testimonianza sulla “veridicità del presunto retroscena” è “irrilevante” in quanto “ne sarebbe stata comunque illecita la divulgazione, anche se corrispondente alla realtà”.
ANSA, 15 NOVEMBRE 2007
Lascia un commento » |
News assurde e curiose | Messo il tag: Curiosità, News |
Permalink
Pubblicato da Corrado Pignato
16 Novembre 2007
ROMA- Più chiari i meccanismi di formazione dei ricordi durevoli: nel cervello c’é un ‘registratore’ che si aziona di notte per fissare i ricordi rendendoli duraturi. Per questo processo di consolidamento il ‘registratore della memoria a lungo termine’, posto nella corteccia prefrontale mediale, in pratica sopra al naso, riavvolge in solo 8-10 minuti i ricordi formati durante il giorno a velocità ultrarapida.
Pubblicata sulla rivista Science, è la scoperta di David Euston e Bruce McNaughton dell’università dell’Arizona a Tucson. Lo studio è importante, commenta Giorgio Vallortigara del Centro Interdipartimentale per le Neuroscienze BRAIN dell’Università degli studi di Trieste, non solo perché conferma che è mentre dormiamo che si consolidano i ricordi, ma anche perché per la prima volta mostra questa zona della corteccia, già nota per avere un ruolo nella memoria, implicata nel processo di consolidamento dei ricordi.
Grazie a esperimenti su ratti, spiegano gli autori, “abbiamo visto con i circuiti dei neuroni che hanno lavorato durante il giorno sono riprodotti di notte ad una velocità 6-7 volte maggiore del normale”, insomma la ‘velocita’ del pensierò, come la chiama McNaughton, accelera durante la notte nella ‘corteccia prefrontale mediale’, che si scopre dunque partecipe del processo di consolidamento. I meccanismi di consolidamento delle informazioni apprese durante il giorno sono basilari per la creazione di ricordi veri e propri che perdurino nel tempo. Più studi hanno dimostrato in passato che è durante la notte, mentre dormiamo, che si giocano questi passaggi critici per la formazione dei nostri ricordi.
Non a caso, rileva Vallortigara, si è visto che, perché l’apprendimento di qualcosa vada a buon fine, abbiamo bisogno di dormirci su e che deficit di sonno sono ‘corrosivi’ per le nostre performance mnemoniche. Negli ultimi anni vari studi hanno dimostrato che è durante la fase riposante del sonno, quella delle onde lente del cervello, che consolidiamo i ricordi. E di recente si erano avute le prime avvisaglie che proprio in questa fase i neuroni di zone critiche per la memoria fanno una ‘replica’ accelerata dell’attività svolta di giorno per fissare i ricordi. Usando topolini che di giorno dovevano districarsi tra le vie di un labirinto e registrando l’attività dei neuroni della loro corteccia prefrontale mediale, gli esperti hanno visto che quando i roditori dormono i neuroni fanno un vero e proprio ‘playback’, una replica fedele, dell’attività che hanno svolto durante il giorno, ma lo fanno in modo accelerato di 6-7 volte. “Privi dei vincoli comportamentali diurni – spiega Vallortigara – i neuroni possono correre e rivedere rapidamente quanto hanno fatto durante il giorno”. La ‘velocita’ del pensierò è più elevata durante la notte, conclude McNaughton, e solo così possiamo rivivere in 8-10 minuti esperienze che in tempo reale durerebbero ore, fissarle e trattenerle in memoria.
ANSA, 16 NOVEMBRE 2007
Lascia un commento » |
News assurde e curiose | Messo il tag: Curiosità, News |
Permalink
Pubblicato da Corrado Pignato
16 Novembre 2007
ROMA – Nel tentativo di costruire robot sempre più simili all’uomo gli ingegneri dell’università di Stanford hanno un po’ esagerato: l’automobile completamente automatizzata che ha partecipato alla corsa organizzata dal ministero della Difesa americano non solo conosceva il codice della strada ma sapeva anche infrangerlo. Ironia della sorte, riferisce la rivista Science, che dedica una sezione speciale alla robotica, l’auto indisciplinata pur essendo arrivata prima é stata declassata, ufficialmente per ‘motivi tecnici’.
La Darpa Urban Challenge raccoglie ogni anno i migliori gruppi di ricerca del mondo in una corsa fra auto senza pilota. Il regolamento di questa edizione imponeva che le 11 auto fossero in grado di percorrere centinaia di chilometri da sole rispettando il codice della strada della California e senza scontrarsi tra loro e con altre auto guidate da umani. Per ottenere il risultato le macchine erano equipaggiate di radar, telecamere digitali, segnalatori Gps e software in grado di guidare e prevedere il comportamento degli altri veicoli con calcoli di probabilità. Proprio nel software si nasconde la capacità dell’auto di Stanford di infrangere le regole:”Se seguono solo il codice della strada i computer possono trovarsi in situazioni conflittuali – spiega Sebastian Thrun, capo del progetto – ad esempio se due auto affiancate raggiungono un incrocio contemporaneamente ciascuna potrebbe voler dare la precedenza all’altra. Per evitarlo, la nostra macchina sa che in casi del genere può cominciare a ignorare le leggi”.
L’auto di Stanford ha tagliato per prima il traguardo, ma la vittoria finale è andata a quella dell’università Carnegie Mellon, che secondo i giudici ha saputo destreggiarsi meglio nel traffico. Alla fine solo in tre sono arrivate alla fine, aggiudicandosi rispettivamente due milioni, un milione e cinquecentomila dollari, e durante la gara non sono mancati incidenti e scontri. Chi invece non ha problemi è il piccolo robot realizzato da un gruppo di ricercatori francesi e svizzeri, che è riuscito a farsi accettare da un gruppo di scarafaggi al punto da condizionarne il comportamento. Gli scienziati hanno realizzato un piccolo automa, della grandezza appunto di uno scarafaggio, rivestito della stessa sostanza chimica che questi insetti utilizzano per riconoscersi reciprocamente. Inseriti in un gruppo di 12 insetti e programmati con le stesse leggi di quelli veri, quattro robot sono riusciti sia a comportarsi esattamente come scarafaggi normali, seguendo tutto il gruppo sotto una tettoia scura, sia, con una modifica al software, a ‘convincere’ il resto del gruppo a seguirli sotto una tettoia chiara, normalmente evitata:”Questo risultato mostra che per controllare le azioni collettive degli animali con dei robot è sufficiente che questi vengano ‘riconosciuti’ – scrivono gli autori – le società degli animali potrebbero essere le prime a cooperare autonomamente con le macchine”.
ANSA, 16 NOVEMBRE 2007
Lascia un commento » |
News assurde e curiose | Messo il tag: Curiosità, News |
Permalink
Pubblicato da Corrado Pignato