ROBOT: DA PUGILE A CHIRURGO, SEMPRE PIU’ SIMILI ALL’UOMO

10 Novembre 2007

Forse Isaac Asimov si rivolterà nella tomba a sapere che un robot è stato addestrato a picchiare un essere umano, contravvenendo così alla prima legge della robotica enunciata proprio dallo scrittore, ma avrà anche di che consolarsi: altri robot stanno invece imparando a fare i chirurghi, e potrebbero addirittura essere usati per gli astronauti che andranno su Marte. Nei laboratori di tutto il mondo si stanno sperimentando sempre nuove funzioni per i robot, ma in quello dell’agenzia spaziale tedesca ce n’é una un po’ particolare: è possibile imbattersi in un ricercatore che viene preso a sberle da un braccio meccanico. L’ingegnere si chiama Sami Hadaddin, e come scrive la rivista New Scientist l’esperimento serve a insegnare al robot a capire quando sta colpendo un uomo, in modo da evitare incidenti mortali quando macchine e persone lavorano a stretto contatto. I ricercatori tedeschi hanno iniziato lo studio facendo colpire ad un robot i manichini usati nei crash test, e verificando che era impossibile ottenere un impatto che non fosse mortale. Per insegnare un po’ di delicatezza alla macchina Hadaddin si è ispirato a quello che succede nell’uomo, che percepisce gli impatti grazie a dei recettori nei muscoli e nelle giunture. Al braccio meccanico sono stati applicati sei sensori sensibili ai cambiamenti di tensione, e la macchina è stata programmata per fermarsi in caso di pressioni inattese.

L’esperimento è riuscito, tanto che lo stesso creatore del sistema ha testato il braccio su se stesso, facendosi colpire allo stomaco e alla testa senza conseguenze. Grazie ai sensori il robot è in grado anche di spostarsi se viene spinto da parte, e di ‘avvertire’ se un uomo sta entrando in rotta di collisione con la macchina. “In questo lavoro c’é anche un po’ di Italia – sottolinea Bruno Siciliano dell’università Federico II di Napoli – il laboratorio tedesco fa parte del progetto europeo Phriends, che mira a sviluppare tecnologie per aumentare la sicurezza delle interazioni fra uomo e robot. Il braccio funziona anche grazie ai nostri algoritmi”. Il braccio meccanico ‘intelligente’ verrà messo in commercio il prossimo anno:”E’ la prima volta che un robot con strutture cedevoli diventa un prodotto industriale – spiega Siciliano – ed é un passo fondamentale che ha ricadute importantissime: si pensi che il primo incidente mortale provocato dalla collisione fra uomo e robot risale ai primi anni ‘80 in Giappone”. Oltre che nelle fabbriche e, volendo, sui ring, i robot stanno per entrare nelle sale operatorie delle astronavi. Lo dimostra un esperimento condotto dall’industria americana Sri e dall’università di Cincinnati, riportato dalla rivista americana Popular mechanics: un robot guidato da un chirurgo ha eseguito alcune operazioni semplici, come suture e incisioni, in assenza di gravità. Confrontato con il lavoro di un chirurgo vero, il robot è stato promosso a pieni voti. “Questo è possibile – spiega Siciliano – perché lo strumento che fa da interfaccia tra uomo e robot, che potremmo considerare un mouse evoluto, permette di compensare l’assenza di peso”.

Il robot chirurgo è studiato per poter effettuare operazioni in teatri di guerra, ma l’esperimento a gravità zero apre la strada ad applicazioni molto più ambiziose: la Sri sta cercando infatti di rendere la macchina sempre più autonoma, e quindi in grado di effettuare operazioni ad esempio durante le missioni su Marte, che sarebbe impossibile guidare da Terra perché un segnale impiega 20 minuti a fare il percorso.

(di Pier David Malloni)

ANSA, 10 NOVEMBRE 2007


TUMORE ALLO STOMACO, UNA MINI-CAPSULA

10 Novembre 2007

ROMA – Una mini-capsula progettata in Italia permette, attraverso l’analisi del Dna, la diagnosi precoce del cancro dello stomaco, la seconda forma di tumore più diffusa nel mondo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Annals of Oncology, è condotta da un gruppo dell’ospedale di Pesaro e dell’università di Urbino, coordinato da Pietro Muretto.

La mini-capsula, simile a quella di un comune antibiotico e completamente innocua, viene ingerita e lasciata nello stomaco per poco più di un’ora: un tempo sufficiente perché le pareti dello stomaco a digiuno la avvolgano. Mentre lo stomaco cerca di digerire la capsula, i succhi gastrici penetrano al suo interno e con ad essi penetrano le cellule dello stomaco, quelle sane come quelle tumorali. Le cellule così catturate vengono prelevate con la capsula e analizzate in laboratorio, dove tecniche di indagine genetica avanzatissime (come la Real-Time Pcr, che permette di ottenere in tempo reale milioni di copie del gene alterato) consentono la diagnosi precoce.

Questo lavoro, ha osservato Muretto, dimostra che, oltre alla possibilità di valutare marker tumorali e infezioni gastriche da Helicobacter pylori, il batterio legato all’ulcera e considerato il più importante cancerogeno per lo stomaco, “vi sono dati concreti per la diagnosi precoce tramite indagini genetiche del succo gastrico”. La ricerca, condotta su 20 pazienti con tumore dello stomaco (cinque dei quali in fase iniziale della malattia) e 14 volontari sani, ha dimostrato che in oltre il 98% dei pazienti colpiti dal tumore è stata evidenziata l’alterazione genetica correlata alla malattia. Si apre così la via per lo screening del tumore dello stomaco nei casi a rischio dovuti, ad esempio, a familiarità o provenienza da zone in cui questo tumore è molto diffuso, come Cina, Giappone e Nord Europa.

La capsula-spia è un tubicino lungo 14 millimetri e dal diametro di cinque, rivestito all’esterno da uno strato di gelatina che rende facile ingerirlo. All’interno c’é una strisciolina di carta assorbente avvolta da un contenitore di plastica porosa, al quale è collegato un filo di nylon che termina con un bottoncino. Il paziente ingerisce la capsula trattenendo il filo, assicurato tra i denti con il bottoncino. La gelatina si scioglie e i succhi gastrici penetrano nella capsula di plastica, imbevendo la carta assorbente. Con i succhi gastrici, aderiscono alla capsula le cellule dello stomaco. E’ in queste che i ricercatori vanno a caccia della spia molecolare del tumore dello stomaco, ossia l’alterazione del gene addetto alla produzione della E-Cadherina, una molecola che aderisce alle cellule gastriche.

ANSA, 09 NOVEMBRE 2007


Un mondo di curiosità nelle mappe Tele Atlas. Lo sapevate che..

10 Novembre 2007

Si dice che tutte le strade portano a Roma e che sia pericoloso lasciare la strada vecchia per quella nuova perché si sa quello che si lascia ma non quello che si trova. Certo è che Tele Atlas, fornitore leader a livello globale di mappe digitali e contenuti dinamici per soluzioni di navigazione e localizzazione (LBS), offrendo la maggiore copertura cartografica a livello mondiale, sta percorrendo la strada del successo e grazie a ciò è in grado di fornire alcune curiosità circa le strade italiane.

La bizzarria più simpatica riguarda le strade più corte del Belpaese: si trovano in Liguria dove ci sono tratti stradali, ovvero tratti di strada compresi tra due incroci, che misurano solamente 5 metri. Le strade più lunghe, invece, sono in Sardegna; in questa regione si hanno tratti stradali che superano addirittura i 10 km.

Sembra, inoltre, che l’Italia sia un paese maschilista, almeno per quanto riguarda la denominazione delle vie: considerando quattro delle principali città italiane –  Milano, Roma, Napoli e Torino – è emerso che al 90% delle strade sono stati assegnati nomi maschili e solamente il 10% porta nomi femminili.

Dai dati compaiono anche notizie interessanti circa autostrade, strade statali e strade secondarie: il Piemonte, con più di 400 km di autostrade , si piazza al primo posto, mentre la Lombardia detiene il record per il chilometraggio totale delle strade statali: più di 2.300 km. L’Italia possiede, inoltre, 41.000 chilometri di strade secondarie, ovvero di strade sterrate in povere condizioni di viabilità, dato che rappresenta più del 20% del totale dei chilometri percorribili in automobile.

L’azienda olandese è in grado di fornire mappe cartografiche sempre aggiornate grazie ai suoi Mobile Mapping Van, 20 veicoli che dal 2004 percorrono l’Europa, mappando fino a 150.000 km di strade al mese. Dotati di sei telecamere digitali, di appositi sensori calibrati e di un sistema GPS raccolgono in tempo reale ogni sorta di dato sulla rete stradale europea utilizzando una tecnologia di mappatura all’avanguardia. I Mobile Mapping Van sono in grado di rilevare e registrare cambiamenti, quali inversioni di senso di marcia, nuove strade, rotatorie etc., nel modo più rapido e preciso possibile. I dati, infatti, una volta raccolti, vengono inviati a un database per l’analisi e la conversione in informazioni, consentendo così all’utente finale di avere mappe sempre aggiornate.

KATAWEB, 08 NOVEMBRE 2007


Arriva con addosso 44 uova di pappagallo

10 Novembre 2007

SYDNEY – Un sudafricano e’ stato condannato in Nuova Zelanda ad una forte multa per aver tentato di introdurre nel Paese 44 uova di pappagallo. I funzionari di dogana avevano trovato le uova nascoste in un corsetto sotto il vestiario quando l’uomo, Pillipus Fourie, di 21 anni, e’ arrivato all’aeroporto di Auckland martedi’ scorso. Il contrabbando di uova di uccelli, ritenuto una minaccia alle specie native, e’ proibito in Nuova Zelanda. A Fourie e’ stata inflitta una multa pari a 10.500

ANSA, 09 NOVEMBRE 2007


Russia: pranzo da Gorbaciov 160 mila dollari

10 Novembre 2007

MOSCA – Una coppia di americani ha pagato 160 mila dollari per pranzare, domani, a casa dell’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov.Come ha riferito lo stesso Gorbaciov, in un’asta organizzata il 2 giugno scorso a Londra dalla Fondazione che porta il nome di Raissa Gorbaciova – impegnata nell’aiuto ai bambini malati di cancro – tra i vari lotti ve n’era uno che proponeva appunto un pranzo con la famiglia Gorbaciov a Mosca. Una coppia di americani ha pagato per questo 160 mila dollari.

ANSA, 09 NOVEMBRE 2007


FOLLE GELOSIA

10 Novembre 2007

Chieti,15enne aggredita per gelosia

Picchiata da due gemelle 13enni, grave

Una studentessa 15enne di Chieti è stata aggredita da due gemelle di appena tredici anni accecate dalla gelosia. Attirata in una trappola con un sms, la giovane è stata picchiata ferocemente, riportando una frattura del cranio, ed è stata ricoverata. Ora si trova in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. A scatenare la violenta spedizione punitiva pare siano state le inopportune attenzioni di un fidanzatino nei confronti della vittima.

Dopo averla attirata con l’inganno nell’androne di un palazzo in viale Benedetto Croce, le due gemelle si sono scagliate contro la 15enne colpendola con calci e pugli e scaraventandola a terra. Non è ancora chiaro se la frattura riportata sia stata provocata dalle percosse o dalla caduta, ma sulla vicenda stanno cercando di far luce le forze dell’ordine.

Terrorizzata dalle sorelle, inizialmente la vittima non aveva raccontato nulla, ma visto che il dolore alla testa si faceva sempre più intenso, ha poi deciso di confidarsi con la madre, che l’ha subito accompagnata in ospedale. La diagnosi dei medici parla di un trauma cranico con frattura fronto parietale sinistra. E non si esclude la necessità di un intervento chirurgico.

Ma cosa ha scatenato la furia delle gemelle? Secondo quanto si apprende, tuttto sarebbe iniziato qualche giorno prima, quando il fidanzatino di un’amica intima delle due aveva fatto degli apprezzamenti sulla vittima. Un affronto che le sorelle hanno deciso di vendicare a modo loro, con calci e pugni. Sul caso stanno indagando i carabinieri del nucleo operativo che, dopo aver ascoltato il racconto della 15enne, hanno ricostruito la dinamica dei fatti. Le indagini verranno coordinate dalla Procura dei Minori.

TGCOM, 09 NOVEMBRE 2007


ASTE: INVENDUTO CAPOLAVORO VAN GOGH, CROLLO PER SOTHEBY’S

10 Novembre 2007

NEW YORK – Uno dei capolavori di Vincent Van Gogh, i ‘Campi di grano’ dipinti a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, l’ultima tela significativa realizzata dall’artista maledetto pochi giorni prima di morire, non ha trovato acquirente presso la casa Sotheby’s di New York, seminando il panico tra gli esperti del settore. Il dipinto, stimato tra i 28 ed i 35 milioni di dollari, non ha superato i 25 milioni ed e’ stato ritirato dalla vendita. Complessivamente, la vendita ha ricavato quasi 270 milioni di dollari, decisamente meno dei 355 milioni previsti, facendo crollare del 28% i titoli della Sotheby’s. All’inizio della settimana, l’altra grande casa d’aste, Christie’s, aveva venduto un Odalisca di Henri Matisse al prezzo record di 33,6 milioni di dollari.

ANSA, 09 NOVEMBRE 2007


USA: HACKER CONFESSA AVER INFETTATO 250.000 COMPUTER

10 Novembre 2007

LOS ANGELES – Rischia una condanna ad una multa di quasi due milioni di dollari e fino a 60 anni di carcere per aver infettato 250.000 computer ed aver carpito le identità di migliaia di persone intercettando le loro comunicazioni in internet e entrando nei loro conti bancari. E’ John Schiefer, un hacker di 26 anni, che ha confessato i reati che gli sono stati contestati dal procuratore generale di Los Angeles, oltre ad aver ammesso di aver frodato di 19.000 dollari la compagnia olandese di pubblicità online Simpel Internet, che lo aveva arruolato come consulente.

Su 150.000 computer di quella società Schiefer aveva installato il suo software di intercettazione, mentre altri 100.000 pc sarebbero stati raggiunti dal programma attraverso suo collaboratori che avevano installato codici spia. Conosciuto per la sua abilità di consulente sulla sicurezza dei computer, Schiefer è anche diventato famoso con il nomignolo di ‘Botmaster’ nel mondo degli hacker esperti di attacchi ‘botnet’. “Bot” è infatti il nome di un programma che si installa da sé sui pc, in modo da poterli far controllare da un estraneo, mentre un ‘botnet’ è una rete di questi computer che può collegarsi realizzando un sistema di controllo tale da mandare tutto in tilt.

Con il programma bot e con i codici spia installati su computer che usavano programmi Microsoft, Schiefer era riuscito a superare gli sbarramenti di ‘username’ e ‘password’ ed a penetrare nelle comunicazioni bancarie di molte persone. Il ‘Botmaster’ sarà portato in giudizio il 3 dicembre prossimo.

ANSA, 11 NOVEMBRE 2007


Brasile,angolano vive in aeroporto

10 Novembre 2007

E’ profugo,come nel film “The terminal”

Nell’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro c’è un emulo di Tom Hanks nel film “The terminal”. Si chima Agostinho Kiaku, è originario dell’Angola, e da un mese vive in un’ala dell’hub brasiliano in attesa che venga regolarizzata la sua situazione. Kiaku è un profugo della guerra civile che continua a circolare da anni con un passaporto apolide, emesso da una ong statunitense senza l’autorizzazione dell’Onu.

All’imbarco per gli Stati Uniti, dove voleva andare a cercare lavoro, invece di presentare i documenti brasiliani – per i quali ci vorrebbe il regolare visto per l’ingresso negli Usa, difficilissimo da ottenere per un brasiliano – Kiaku ha sfoderato il passaporto da apolide, scaduto però dal 2004.

Nell’imbroglio, le autorità brasiliane e quelle angolane si sono lavate le mani, gli Stati Uniti non riconoscono il passaporto dell’ong, e così il malcapitato rischia di fare come il personaggio di Spielberg: passare un bel po’ di tempo in un terminal di aeroporto in attesa che la sua situazione venga chiarita.

TGCOM, 09 NEVEMBRE 2007


Chiesa diventa moschea il venerdì

10 Novembre 2007

Treviso, per favorire integrazione

Per favorire l’integrazione religiosa una chiesa diventa moschea ogni venerdì. E’ accaduto a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso). A renderlo noto è stata l’Auser, durante un convegno sull’integrazione in Italia tenutosi a Roma. Il parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, don Aldo Danieli, ha deciso di riservare, ogni settimana, alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all’incontro degli immigrati musulmani.

Le polemiche
“Mi appello al vescovo Mazzocato perché chiarisca la posizione di questo parroco che non sono convinto sia in linea con il comune sentire della Chiesa; non mi risulta, infatti, ci siano state in Veneto altre iniziative di questo genere”, ha commentato il vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia. “A parte il fatto che non esiste in questo nessun principio di reciprocità – ha detto Zaia – visto che nei loro Paesi non ci prestano certo le moschee per svolgere le nostre funzioni, comunque, la mia non vuole essere una presa di posizione frutto di pregiudizi, semplicemente non mi si faccia credere che l’integrazione passa attraverso queste iniziative buoniste. Io dico che integrazione significa ben altro e il processo, semmai, deve essere inverso, deve partire dagli immigrati.

La risposta
A Ponzano risiedono 11.400 persone. I nuclei familiari di immigrati stranieri sono 232, circa 650 persone, provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall’Est Europa. “E’ inutile parlare tanto di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia. Papa Woytila li ha chiamati cari fratelli musulmani, come si fa allora a chiudergli la porta? Per me sono tutti figli di Dio”‘. A parlare è don Aldo, 69 anni, dopo aver aperto le porte dell’oratorio della parrocchia, con annessa cucina e palazzetto.  Il venerdì sono circa 200 i musulmani che arrivano da varie parti e si riuniscono a pregare nel locale che un giorno alla settimana diventa una moschea, ma per la fine del Ramadan e la festa del montone il numero sale a 1000-1200. ”Loro me l’hanno chiesto e io ho detto di sì – spiega il parroco – Gli oratori del resto rischiano di fare le ragnatele”.

Una decisione quella presa da don Aldo due anni fa che all’inizio ha fatto storcere il naso a più di un parrocchiano. E non solo visto che, come racconta lui stesso, anche il vescovo e la Curia hanno fatto arrivare all’orecchio di don Aldo le loro perplessità: ”Io, ingenuamente, non avevo chiesto il permesso nèal vescovo, nè a nessun altro perché per me è come fare la carità – spiega tranquillo e sicuro di sè don Aldo – Del resto sono più vecchio del vescovo e sono stato anche suo professore, così quando l’ho incontrato non ha avuto il coraggio di dirmi niente – racconta tra il serio e il faceto – Comunque se me lo avessero proibito non sarei stato disposto ad obbedire”.

TGCOM, 09 NEVEMBRE 2007