TROPPA TV, RAGAZZI NON SOLO GRASSI MA IPERTESI

30 Ottobre 2007

WASHINGTON – I ragazzi che trascorrono molte ore davanti alla tv non solo diventano più grassi ma sono anche più esposti alla ipertensione. Lo rivela uno studio di alcuni ricercatori della Università della California. Gli studiosi hanno scoperto che i bambini obesi che guardano la Tv per quattro ore o più al giorno hanno tre volte di più la possibilità di avere alta pressione di coloro che invece restano sotto le due ore quotidiane davanti alla Tv. “C’é un collegamento significativo tra le ore passate davanti alla tv e la gravità della obesità e la presenza di ipertensione nei ragazzi obesi”, ha affermato il dottor Jeffrey Schwimmer, responsabile della ricerca, effettuata studiando 546 ragazzi tra i 4 e i 17 anni. Molti studi erano giunti in passato alla conclusione di un rapporto tra ore davanti alla Tv ed obesità ma questo è il primo studio che mostra un legame tra tempo trascorso davanti al piccolo schermo e ipertensione nei ragazzi obesi.

ANSA, 30 OTTOBRE 2007


Genova, una classe per soli bocciati

30 Ottobre 2007

GENOVA – Una classe riservata ai bocciati, agli studenti che devono recuperare gli anni perduti. È il progetto seguito dalla preside del tecnico Gastaldi di Genova, istituto storico, meglio conosciuto come “Chimico”. Quello messo in pratica da Elsa Cirlini è un modello probabilmente ispirato alla Sonderschule, la scuola tedesca dedicata al disagio e al sostegno: la prima “D” dell’istituto superiore di Sampierdarena, quartiere del ponente portuale, è inedita nella scuola pubblica italiana. In una stessa classe sono stati radunati tutti ragazzi respinti al primo anno.

Seguiranno i normali programmi della prima, che durante l’anno saranno strutturati dal consiglio di classe o differenziati da alunno ad alunno: in modo da trattare anche le materie del secondo anno. Il prossimo giugno, coloro che saranno promossi, potranno sostenere un esamino di idoneità, passare direttamente alla terza.

La classe di 20 ragazzi, voluta dalla preside Cirlini, istiga però le proteste dei professori, che per la giornata di oggi si sono “autoconvocati” e hanno chiesto di riunire il collegio docenti. Il modello di classe differenziale fa discutere, e preoccupa la formazione di un corso riservato a chi rimane indietro. Proprio come succede in Germania con la scuola che da una parte sostiene i più “deboli”, ma dall’altra marchia i ragazzi, imprimendo un sentimento di inferiorità, una sorta di emarginazione psicologia. Tuttavia, a chi chiama la prima “D” “classe degli asini”, Elsa Cirlini ribatte: “È proprio il contrario: ai ripetenti si dà la possibilità di recupero e di riscatto”.


Comunque, c’è di più a spingere sulle barricate i professori del “Gastaldi-Giorgi” (i due istituti sono stati accorpati): “La preside non ha presentato alcun progetto a nessuno, né al collegio dei docenti, tantomeno al consiglio di istituto – spiega Nicola De Astis, docente, rappresentante sindacale – i professori di quella classe non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e stanno seguendo i normali programmi del primo anno”.

Non ne sa nulla il ministro dell’Istruzione, Beppe Fioroni, ma attraverso il suo portavoce fa sapere che “se ne occuperà”. D’altra parte, “non avendo elementi in mano, diventa arduo poter valutare l’iniziativa”. Del progetto, invece, sono stati informati ampiamente gli studenti interessati e le famiglie. “Secondo quanto previsto dalla legge, proviamo a dare una possibilità in più, ad incentivare i ragazzi allo studio – spiega la direttrice scolastica – nelle scuole superiori l’ordinanza prevede di sostenere esami alla classe successiva, saltandone una”.

Il piano, in un certo qual modo, fa concorrenza alle scuole private: a quelle che offrono il recupero di più anni in uno. Tanto che è stato accolto con entusiasmo dagli studenti ripetenti della prima “D” e dai genitori. Quest’anno, però, sono stati “accontentati” soltanto in 20. “Se l’esperienza va bene, in futuro potrebbe essere applicata non solo alla prima, ma a tutte le classi”, promette Cirlini, a Genova conosciuta come preside tenace, ma dalle iniziative stravaganti. Per queste sue “doti” in passato è stata contestata al Convitto Colombo; lo scorso anno al commerciale Rosselli e in questi giorni al Gastaldi-Giorgi. Sia dagli studenti, sia dagli insegnanti. Lei tira dritto, non fa mistero delle sua idee originali. Anzi, se ne vanta come esempio di autonomia scolastica.

LA REPUBBLICA.IT, 30 OTTOBRE


Niente sesso,77enne si vendica

30 Ottobre 2007

Germania,dopo rifiuto denuncia ragazza

Un arzillo vecchietto ha fatto causa a una 19enne, dopo un rifiuto alle sue avances sessuali. Protagonista della vicenda è il playboy più famoso della Germania, il 77enne Rolf Eden,  La giovane, dopo aver trascorso una serata con lui tra caviale e champagne, ha opposto un secco “no” alle sue proposte sessuali: per tutta risposta, il playboy ha fatto causa alla giovane donna, per discriminazione degli anziani.

Come riporta il quotidiano popolare Bild, il 77enne ha deciso di ricorre al Tribunale perché, nonostante la serata trascorsa nella capitale e finita nel suo appartamento, la ragazza – una non meglio identificata berlinese – ha giustificato il rifiuto dicendogli che era troppo vecchio per lei.

“E’ stato devastante. Nessuna donna prima d’ora mi aveva mai detto una cosa simile”, ha raccontato il decano dei playboy, il quale si vanta di essere andato a letto con 2.000-3.000 donne nella sua lunga vita. “Dopotutto – ha proseguito - ci sono leggi contro la discriminazione”.

Il playboy, che nel 2002 scrisse di voler morire durante un amplesso, quindi, potrebbe essere costretto a scendere a patti con la realtà, ma anche a rivedere i suoi sogni.

TGCOM, 29 OTTOBRE 2007


CRISI DEL SETTIMO ANNO, ARRIVA PRIMA DEL QUINTO

30 Ottobre 2007

LONDRA  – 29 OTTOBRE – Quella che dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri si è chiamata ‘la crisi del settimo anno’, oggi a quanto pare colpisce persino prima, quando non si é ancora nemmeno festeggiato il quinto anniversario di matrimonio.

Secondo una nuova ricerca condotta in Germania e di cui dà oggi notizia la stampa britannica, il fatto che negli ultimi 50 anni le donne abbiano iniziato ad interessarsi anche alla loro carriera ha fatto sì che la crisi in una coppia sposata si manifesti molto prima.

I ricercatori hanno analizzato le tendenze dei divorzi negli Usa, in Scandinavia e in Russia e sono convinti che i risultati del loro studio possano essere applicabili anche ad altri Paesi, Gran Bretagna compresa, dove le trasformazioni sociali sono state più o meno le stesse.

Dopo poco meno di 5 anni quindi, un primo periodo di “luna di miele” terminerebbe, e marito e moglie comincerebbero ad essere stanchi e delusi l’uno dell’altra. Una consolazione però c’é: sempre secondo i ricercatori infatti, chi riesce a superare la crisi del quinto anno e stare insieme per almeno un decennio, resterà sposato con molta probabilità per il resto della vita. “Una delle spiegazioni è che durante il primo decennio entrambi i partner affrontano cambiamenti cruciali e determinanti come il termine degli studi, l’inizio di una carriera, la nascita dei figli e così via. Più avanti negli anni, la coppia ha sviluppato meccanismi e strategie per affrontare i problemi”, ha spiegato Aiva Jasilioniene, una ricercatrice che ha preso parte allo studio condotto presso il Max Planck Institute di Rostock, in Germania.

ANSA