I PESCI? ANIMALI CON VARIE PERSONALITA’

29 Ottobre 2007

SYDNEY – 29 OTTOBRE  – Il mix di pesci dal temperamento nevrotico o estroverso, pavido o temerario, rappresentato dal ‘cast’ del celebre cartone animato ‘Alla ricerca di Nemo’ è più vicino alla realtà di quanto si possa immaginare. E’ quanto emerge da uno studio del biologo dell’Università di tecnologia di Sydney Peter Biro, secondo il quale anche i pesci di una stessa specie hanno distinte personalità, da cui dipende direttamente la probabilità di cadere preda dei pescatori e di altri predatori. I pesci intrepidi e sicuri di sé hanno più probabilità di correre rischi per trovare cibo, mentre i più timidi mangiano di meno ma sfuggono alle reti o agli amì, spiega Biro.

“Si accetta facilmente che vi siano individui intrepidi e timidi fra gli esseri umani, ma non vogliamo credere che ciò avvenga anche nelle popolazioni animali”. Biro ha studiato le trote di un lago del suo nativo Canada in cui ha simulato un’operazione commerciale di pesca con reti a tramaglio di piccola scala. “Ho potuto identificare in modo molto distinto che vi erano degli individui molto timidi nella popolazione, ed alcuni molto coraggiosi, questi ultimi tendono a crescere più rapidamente”.

Questi scavezzacolli subacquei confermano però la massima ‘vivere veloce, morire giovani’. “Se si sfreccia qua e là in cerca di cibo, i benefici sono molti, ma vi è un alto costo nel rendersi visibili ai predatori”, spiega lo studioso. La ricerca ha ripercussioni sull’industria della pesca. Se i pesci temerari vengono catturati con maggiore frequenza, vi è il rischio di “un cambiamento evolutivo verso individui di crescita più lenta e più timidi”, aggiunge Biro.


Russia, uomo infilzato da cancello

29 Ottobre 2007

Sopravvive con un’asta in gola

Incredibile incidente in Russia, dove un uomo è rimasto infilzato in un cancello. Nelle riprese dei soccorritori, si vede la vittima con un’asta di ferro che gli attraversa la gola. Quindi i vigili del fuoco decino di liberarlo, segando parte della cencellata e stendendo l’uomo, che durante tutta l’operazione resta cosciente, su una barella. Incredibilmente non c’è nessuna perdita di sangue. Alla fine lo sventurato sopravviverà.

TGCOM, 29 OTTOBRE 2007