India,la rivoluzione delle toilette

Ci sarà un bagno pubblico per villaggio

E’ una vera rivoluzione culturale quella avvenuta in India dove, grazie al lavoro del dottor Bindeswar Pathak, ci sarà una toilette pubblica in ogni villaggio. Ancora oggi il 40% della popolazione nel Paese non ha accesso ai bagni e soddisfa le proprie esigenze all’aperto. La toilette di Pathak costa solo 10 dollari e permetterà di liberare gli “scavengers”, gli intoccabili che girano per le case a raccogliere gli escrementi.

Il dottor Bindeswar Pathak, un bramino nativo del Bihar ma che vive a Delhi da oltre 30 anni, ha fondato nel 1968 la Sulabh International Social Service Organisation, che si interessa di diffondere la “cultura delle toilette” in tutta l’India. Per Pathak una toilette pubblica in ogni villaggio, che sia ecosostenibile e socialmente accettabile, può aiutare le caste basse e contribuire allo sviluppo dell’agricoltura e dei meno abbienti. Una vera rivoluzione sociale che parte dalla toilette.

Oltre il 70% dell’India è rappresentato dalla parte rurale. In questa, oltre il 40% della popolazione non ha accesso ai bagni come noi li conosciamo e soddisfano le loro esigenze corporee all’aperto. Con non pochi problemi. Innanzitutto di ordine ambientale ed ecologico, per non parlare di quelli sociali, che sono molti. Dal fatto che molte donne, che di sera nei villaggi bui si allontanano nelle campagne per i loro bisogni, sono spesso vittime di violenza, fino al fenomeno di molti genitori che impediscono alle proprie figlie un’istruzione perché nelle scuole non esiste nessuna distinzione tra i bagni maschili e quelli femminili.

Ma soprattutto, l’utilizzo di queste toilette improvvisate, come di quelle nella maggior parte dei bagni presenti in India, che non sono allacciate a nessuna fogna, rende attuale ancora uno dei lavori più umilianti, quello degli “scavengers”, gli intoccabili della casta dei valkimis, che girano per le case a raccogliere gli escrementi, con grave danno alla salute e all’ambiente. Tutte persone che saranno liberate dal loro stato di schiavitù.

Con il progetto di Pathak bastano 10 dollari per permette all’organizzazione del bramino del Bihar di realizzare in qualsiasi villaggio una particolare toilette pubblica, collegata a due contenitori naturali infossati. Ognuno di questi contenitori viene svuotato dopo due anni, ricavandone, secondo gli studi dell’organizzazione di Pathak, dell’ottimo concime ricco di nitrato, fosforo e potassio che, sminuzzato in polvere, risulta essere molto buono per i contadini indiani. Non solo: i gas sprigionati dai residui degli escrementi, vengono, tramite un apposito macchinario, trasformati in biogas che viene utilizzato come combustibile per cucinare, per l’elettricità, per riscaldamento, contribuendo a ridurre il riscaldamento globale del pianeta.

In tutto il paese sono state piazzate oltre 1 milione e 200 toilette costruite in 25 stati. L’accesso alle toilette è a pagamento, pochissimi soldi raccolti a persona che però assicurano la pulizia dei bagni.

TGCOM, 27 OTTOBRE 2007

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