Lascia call center e fa prostituta

28 Ottobre 2007

“Stipendio da fame, non ce la facevo”

33anni e un mutuo da pagare. I soldi non bastano mai e lo stipendio del call center di 550 euro al mese non arriva nemmeno a coprire la rate mensile da dare alla banca. Così Federica D’Arienzo, romana, ha deciso di cambiare diametralmente vita. In una lettera inviata al Giornale, la donna se la prende coi sindacati colpevoli di avere costretto i lavoratori a un contratto capestro e confessa: “Ora faccio la prostituta”.

Nella lettera la donna, che lavorava all’Atesia, punta il dito contro Oliviero Diliberto, leader del Pdci, che qualche giorno fa nella trasmissione Ballarò, aveva enfatizzato la stabilizzazione dei lavoratori di Atesia col nuovo contratto. Ma, stando a quanto dice la 33enne, il contratto è stato fatto sulla pelle dei lavoratori che hanno dovuto accettare condizioni sfavorevoli. Si è passati dalle 36 settimanali alle 20 con lo stipendio mozzato a 550 euro mensili contro i 1.200 precedenti. Poi la turnazione impossible di notte. E infine la concessione all’azienda della rinuncia della richiesta dei contributi maturati precedentemente dai lavoratori e mai versati da Artesia.

“Le sa tutte queste cose Diliberto? Lo sa che ora faccio la prostituta?”. Così chiude la lettera la 33enne che spiega come sia dovuta ricorrere alle estreme conseguenze prostituendosi per evitare il completo tracollo economico.

TGCOM, 27 OTTOBRE 2007


India,la rivoluzione delle toilette

28 Ottobre 2007

Ci sarà un bagno pubblico per villaggio

E’ una vera rivoluzione culturale quella avvenuta in India dove, grazie al lavoro del dottor Bindeswar Pathak, ci sarà una toilette pubblica in ogni villaggio. Ancora oggi il 40% della popolazione nel Paese non ha accesso ai bagni e soddisfa le proprie esigenze all’aperto. La toilette di Pathak costa solo 10 dollari e permetterà di liberare gli “scavengers”, gli intoccabili che girano per le case a raccogliere gli escrementi.

Il dottor Bindeswar Pathak, un bramino nativo del Bihar ma che vive a Delhi da oltre 30 anni, ha fondato nel 1968 la Sulabh International Social Service Organisation, che si interessa di diffondere la “cultura delle toilette” in tutta l’India. Per Pathak una toilette pubblica in ogni villaggio, che sia ecosostenibile e socialmente accettabile, può aiutare le caste basse e contribuire allo sviluppo dell’agricoltura e dei meno abbienti. Una vera rivoluzione sociale che parte dalla toilette.

Oltre il 70% dell’India è rappresentato dalla parte rurale. In questa, oltre il 40% della popolazione non ha accesso ai bagni come noi li conosciamo e soddisfano le loro esigenze corporee all’aperto. Con non pochi problemi. Innanzitutto di ordine ambientale ed ecologico, per non parlare di quelli sociali, che sono molti. Dal fatto che molte donne, che di sera nei villaggi bui si allontanano nelle campagne per i loro bisogni, sono spesso vittime di violenza, fino al fenomeno di molti genitori che impediscono alle proprie figlie un’istruzione perché nelle scuole non esiste nessuna distinzione tra i bagni maschili e quelli femminili.

Ma soprattutto, l’utilizzo di queste toilette improvvisate, come di quelle nella maggior parte dei bagni presenti in India, che non sono allacciate a nessuna fogna, rende attuale ancora uno dei lavori più umilianti, quello degli “scavengers”, gli intoccabili della casta dei valkimis, che girano per le case a raccogliere gli escrementi, con grave danno alla salute e all’ambiente. Tutte persone che saranno liberate dal loro stato di schiavitù.

Con il progetto di Pathak bastano 10 dollari per permette all’organizzazione del bramino del Bihar di realizzare in qualsiasi villaggio una particolare toilette pubblica, collegata a due contenitori naturali infossati. Ognuno di questi contenitori viene svuotato dopo due anni, ricavandone, secondo gli studi dell’organizzazione di Pathak, dell’ottimo concime ricco di nitrato, fosforo e potassio che, sminuzzato in polvere, risulta essere molto buono per i contadini indiani. Non solo: i gas sprigionati dai residui degli escrementi, vengono, tramite un apposito macchinario, trasformati in biogas che viene utilizzato come combustibile per cucinare, per l’elettricità, per riscaldamento, contribuendo a ridurre il riscaldamento globale del pianeta.

In tutto il paese sono state piazzate oltre 1 milione e 200 toilette costruite in 25 stati. L’accesso alle toilette è a pagamento, pochissimi soldi raccolti a persona che però assicurano la pulizia dei bagni.

TGCOM, 27 OTTOBRE 2007


Bisonte, animale dall’animo gay

28 Ottobre 2007

Anche trichechi e scimmie sono omosex

Virile, possente e con un aspetto selvaggio che incute soggezione. Ma anche tanto gay. E’ il bisonte che vive nelle praterie del Nord America. Secondo una classifica stilata da un gruppo di etologi, proprio il bisonte è l’animale che più frequentemente pratica rapporti omosessuali. E’ seguito dai trichechi, dalle scimmie come i bonobo e dai nostri parenti prossimi dell’evoluzione: gli scimpanzè.

In natura il rapporto tra esemplari dello stesso sesso è molto più frequente di quanto si potrebbe pensare. Uccelli e insetti vari, cetacei, elefanti, giraffe, iene e leoni. Fino ad animali più vicini a noi come pecore e bovini. Tutti questi non disdegnano rapporti omosessuali.

Il museo di storia naturale di Oslo ha ospitato a gennaio di quest’anno, una mostra dal titolo eloquente: “Against Nature?”, cioè “Contro natura?”. Il curatore della mostra Peter Bockman ha scoperto comportamenti gay in 1.500 specie. ”I maschi adulti dei trichechi sono bisex – spiega - E se durante le stagioni degli amori si accoppiano con le femmine per procreare, il resto dell’anno si trastullano con esemplari più giovani e dello stesso sesso”. Insomma, i greci e i romani antichi non hanno inventato nulla.

Ma l’etologo Enrico Alleva, dell’Istituto superiore di sanità, mette in guardia dal fare confusione. ”Attenzione a distinguere tra atti omosex, spiegabili anche con lo stress degli animali o con la forzata convivenza con esemplari del medesimo sesso, come negli allevamenti o negli zoo – dice – da quelli che invece sono comportamenti sessuali promiscui in specie in cui l’offerta sessuale è un modo di comunicare o di stringere alleanze”.

Alleva spiega anche che i rapporti omosessuali sono spesso figli della necessità di imporre gerarchie oppure di combattere la solitudine. ”Succede – continua – soprattutto con le scimmie, animali sociali per eccellenza. In questi esemplari i rapporti sessuali, anche tra lo stesso sesso, servono per stabilire le gerarchie, per rinsaldare la coesione del gruppo e per comunicare affetto e appartenenza”. Diverso è nel caso delle “coppie di fatto” gay, che sono “in genere il risultato della privazione in fasi cruciali della vita dell’animale, come quella della tarda adolescenza, di esemplari dell’altro sesso. Insomma – conclude l’etologo – gli adolescenti del regno animale giocherellano con quello che trovano”.

TGCOM, 27 OTTOBRE 2007


AUSTRIA, PRIMA FIERA DEL DIVORZIO AL MONDO

28 Ottobre 2007

VIENNA  – 27 OTTOBRE -I divorzi aumentano, e cresce di pari passo l’interesse a ogni genere di offerta e consulenza che aiuti ad affrontare al meglio un’esperienza non certo piacevole, in tanti casi anche traumatica. E’ nata così ‘Ricomincia da capo’, la prima Fiera al mondo tutta centrata sul divorzio, apertasi oggi a Vienna. Alla presenza di media di tutto il mondo, legali, avvocati, psicologi, agenti immobiliari, ma anche investigatori privati e agenti matrimoniali, offrono oggi e domani gratuitamente, e anonimamente, le loro consulenze a coppie o ex coppie in procinto di divorziarsi o con un divorzio alle spalle. In tutto sono una ventina gli espositori all’Hotel Marriott di Vienna, compreso un laboratorio per analisi del Dna diretto all’ accertamento della paternità in casi dubbi, agenzie di viaggi e istituti di bellezza e wellness.

Presente anche un’agenzia di eventi e catering che assicura un servizio completo, con tanto di spogliarello e fuochi d’artifico per la ‘Festa del divorzio’, un evento che diventa sempre più popolare, come sottolineato dal titolare dello stand, Andreas Vondru. Fra gli espositori vi è inoltre l’arcidiocesi di Vienna, che offre sostegno spirituale ai coniugi in crisi e un’associazione cristiana rappresentata allo stand dalla ‘famiglia perfetta’ – papà, mamma e bebé. Mentre gli stand dei legali e dei consulenti psicologi sono ben frequentati, quello dell’agenzia matrimoniale registra meno visitatori: “Non c’é una gran ressa”, ha detto all’ANSA la rappresentante dello stand, precisando però che la clientela principale dell’agenzia sono proprio i divorziati fra i 30 e i 50 anni. Fra i visitatori figurano persone di ogni età e sesso, spinti dai motivi più svariati: un signore di Vienna, che ha chiesto di rimanere anonimo, sposato da 32 anni, ha detto di volersi “solo informare”, mentre numerose signore, provenienti anche dal lontano Tirolo, hanno dichiarato di cercare informazioni proprio per il loro imminente divorzio. Una signora anziana invece ha dichiarato di cercare sostegno per suo nipote piccolo, che soffre molto a causa del divorzio dei suoi genitori. Tutte le persone contattate hanno chiesto di non rivelare la loro identità. Oltre agli stand, la fiera offre un nutrito programma di conferenze e dibattiti. Tra i temi trattati fra l’altro “l’accertamento della paternità e bambini illegittimì o “come separarsi-divorziarsi senza guerra”.

L’organizzatore della fiera, Anton Barz, specializzato finora in quella per i matrimoni a Vienna, ha detto di essere molto soddisfatto dell’afflusso di visitatori: “Speravo in un affluenza di 200-250 visitatori al giorni e invece ne sono arrivati 180 solo nelle prime due ore”. Barz stesso assicura di essere felicemente sposato da quattro anni, ma crede nel successo della manifestazione. “Non ci sono barriere per i visitatori”, ha detto, “tutto è anonimo e gratis”.

L’idea della fiera del divorzio gli è venuta osservando amici e conoscenti: nonostante l’elevato numero di persone che stavano per separarsi e divorziare, l’informazione sul tema era scarsa, ha detto. Il fattore scatenante per la fiera sono state le ultime statistiche sull’incremento dei divorzi in Austria: nel 2006, quasi la metà (48,9%) dei matrimoni sono falliti, e a Vienna il tasso dei fallimenti arriva quasi ai due terzi (65,9%). Alla luce di questi dati e considerando l’alto potenziale di clientela, la fiera è destinata a inserirsi in una nicchia di mercato sull’ esempio di tante altre rassegne sui generis, come quelle per sposi, pensionati, donne, e bebé. Dopo Vienna, la fiera farà tappa nel 2008 a Linz (Alta Austria), Innsbruck (Tirolo) e Graz (Stiria). Richieste per la ‘fiera del divorzio’ sono arrivate però da tutto il mondo:”la prima a frane richiesta è stata la California, ma anche dall’Italia è stato mostrato interesse”, ha detto Barz.

ANSA


METEORITI ALL’ASTA A NEW YORK

28 Ottobre 2007

NEW YORK – 27 OTTOBRE – Per la prima (e forse per l’ultima) volta nella storia, una cinquantina di meteoriti, un paio almeno di qualità eccezionale, oltre a ’sassi’ provenienti dalla luna e da Marte, andranno all’asta domani a New York. Alcune dei meteoriti proposti -spesso una lega di metalli diversi, come ferro e nickel- sono molto belli e talvolta sono incastonati (naturalmente) di gemme preziose.

I meteoriti, dalle forme astratte ed aerodinamiche che ricordano le sculture moderne, piacciono ai collezioni di arte contemporanea o a personaggi di Hollywood, come il regista Steven Spielberg, l’attore Nicolas Cage. O anche al violoncellista Yo-Yo Ma. Ed è rimasto famoso il caso di un anonimo collezionista di sculture di Barbara Hepworth, che spese decine di migliaia di dollari per un meteorite che ricordava le opere della scultrice astratta britannica.

Le star dell’asta, organizzata dalla Bonham & Butterfields, sono essenzialmente due.

C’é un frammento, di un valore stimato in 1,3 milioni di dollari, del Willamette, uno dei più famosi meteoriti del mondo, che si trova all’American Museum of Natural History, sempre a New York.

Il Willamette è stato trovato nel 1902 in Oregon, è stato al centro di numerose dispute di carattere legale, ed è quasi famoso come l’Hoba, un super-meteorite di 60 tonnellate trovato nel 1920 in Namibia, dove si trova tuttora, nel parco naturale di Grootfontein.

C’é poi il meteorite Brenham, che gli organizzatori stimano di un valore di circa 700mila dollari. E’ composto essenzialmente da ferro, ed è incastonato di numerose gemme extraterrestri. E’ stato trovato nel 2005 in Kansas da Steve Arnold, 41 anni, uno dei più famosi cacciatori dei meteoriti al mondo, che ne ha trovati un po’ dappertutto, non solo nel suo Stato di origine, il Kansas, appunto. Arnold è stato in Cile e soprattutto in Oman, dove i meteoriti sono molto numerosi ed ora protetti dalle autorità dell’emirato. Ma è forse in Kansas -lo Stato Usa più proficuo- che Arnold ha lavorato di più, rendendo felici decine di agricoltori ben contenti di vendergli questi ’sassi’ a prezzo di capogiro.

ANSA


IL CAFFE’ FA BENE AGLI ANZIANI

28 Ottobre 2007

ROMA – 274 OTTOBRE – Il caffé fa bene agli anziani li aiuta soprattutto a mantenere una mente giovane e fresca. Basterebbe bere tre tazze al giorno per migliorare memoria, apprendimento, controllo e stato d’animo. In pratica la bevanda, tra le più consumate al mondo, insieme ad acqua e té, manterrebbe funzionanti e attive le funzioni cognitive. Inoltre il consumo di caffeina, suo componente principale, è stato associato ad un rischio inferiore di essere colpiti dalla malattia di Alzheimer.

E’ quanto riferisce un articolo pubblicato sul Bollettino d’ informazione sui farmaci on line, Bif, dell’Agenzia italiana dei farmaci (Aifa) che prende come riferimento i risultati dello studio europeo ‘FINE (Finland, Italy, and Netherlands Elderly)’ al quale ha preso parte anche l’Istituto Superiore di Sanità. Nel corso di dieci anni, dal 1990 al 2000, l’indagine ha analizzato l’associazione tra consumo di caffé e declino cognitivo in 676 uomini anziani sani di Finlandia, Italia e Paesi Bassi, nati tra il 1900 e il 1920. La funzione cognitiva é stata valutata utilizzando il test Mini-Mental State Examination. Dallo studio è risultato che non ci sono differenze sostanziali tra le caratteristiche dei consumatori di caffé dei tre diversi paesi presi in esame. Tuttavia si nota che i consumatori di caffé italiani tendono ad essere fisicamente più attivi rispetto ai non consumatori della stessa nazione. Inoltre, all’inizio dello studio, non si riscontravano differenze, a livello cognitivo, tra chi consumava caffé e chi no. Ma nel corso dei dieci anni gli uomini che bevevano caffé presentavano un declino cognitivo minore.

L’effetto positivo sulle funzioni cognitive, se confermato da ulteriori studi prospettici, potrebbe essere, secondo quanto riportato dal Bollettino, molto importante per le sue implicazioni di salute pubblica considerando che gran parte degli occidentali inizia la giornata con una tazza di caffé. Così, se ne deduce, basterebbe invitare al consumo della bevanda, per arginare, almeno in parte la decadenza mentale legata all’invecchiamento. Il caffé è una delle maggiori fonti di caffeina ed è noto a tutti come stimolante, in genere si consuma per rimanere svegli.

“Una tazza di caffé – si legge nell’articolo – ne contiene circa 85 mg, quasi due volte la caffeina contenuta nel té (45 mg). La caffeina sembra essere il principale componente del caffé responsabile dell’associazione inversa tra consumo di caffé e declini cognitivo”. “Oltre alla caffeina – prosegue – il caffé contiene molte altre sostanze, come il magnesio e gli acidi fenolici, dei quali l’acido clorogenico è quello presente in maggiore quantità. Il consumo di caffé aumenta le proprietà antiossidanti nel plasma, le quali forniscono un effetto protettivo contro i radicali liberi che causano danni ossidativi ai neuroni”.

ANSA